Cinema/ Da 'L'avventura' a 'Professione: reporter', ecco le scene migliori dei film di Antonioni
Era il 1960 e due film hanno cambiato il cinema italiano, influenzando tutte le altre cinematografie a livello mondiale. La dolce vita di Federico Fellini e L'avventura di Michelangelo Antonioni. Due film diversi in tutto, ma che insieme fanno del 1960 un anno fondamentale per il cinema.
Il primo dei due grandi ad andaresene è stato Fellini, nel 1993. Ora è la volta di Antonioni.
Conflitto interiore, noia, solitudine, incomprensione e impossibilità del dialogo con l'altro sono i temi de L'avventura, il primo film che compone la trilogia dei sentimenti, completata con La notte e L'eclissi. Ed è il primo film in cui Antonioni dirige la sua musa, Monica Vitti.
L'Avventura è la storia di una mancanza: è estate, un gruppo di amici in vacanza in Sicilia organizza una gita in barca alle Eolie. Una ragazza, Anna, scompare misteriosamente durante una sosta su un isolotto deserto, Lisca Bianca. Il suo amante architetto (Sandro) percorre la Sicilia alla sua ricerca insieme a un'amica di Anna, Claudia (Monica Vitti). I due finiscono per innamorarsi e si dimenticano di lei. Ecco la scena della ricerca di Anna.
L'avventura inizia come un giallo, ma poi rovescia il genere e non spiega mai nè motivi nè dinamica della sparizione di Anna. che semplicemente diventa pretesto per un altro racconto. Quello del viaggio di due persone alla riceca di se stesse e alla ricerca l'una dell'altro. Nessuna delle tre ricerche andrà a buon fine: Anna non ricompare, Claudia e Sandro non continueranno a stare insieme e nessuno dei due risponderà alle proprie domande esistenziali.



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