Alice (senza niente), Emma, Bet: tre donne alle prese con le precarietà...
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| LO SPECIALE
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di Antonio Prudenzano
Dal Medio-Oriente alla Spagna negli ultimi mesi i giovani "indignati" sono scesi in piazza conquistando l'attenzione mediatica del mondo intero. Da noi ci hanno provato, ottenendo molto meno. L'Italia è un Paese che fatica a individuare le priorità, e così le intercettazioni sui festini oscurano il dibattito sulla non-Manovra. Peccato che non possiamo più permettercelo: la deriva economico-sociale (della quale cominciamo ad avvertire i primi effetti) è appena cominciata. E i più colpiti, naturalmente, sono i giovani.
E' già da qualche anno che in libreria si trovano romanzi e raccolte di racconti sulle precarietà esistenziali e professionali delle nuove generazioni. Editori grandi e piccoli cercano di "intercettare il filone", come sempre accade e accadrà. E non sempre con risultati soddisfacenti. In queste settimane i libri in uscita sull'argomento, però, sono in aumento (e non è certo un caso). Tra l'altro, spesso si tratta di buoni romanzi, che quantomeno sanno individuare le priorità. Stamattina, su Saturno, ne parlano Camilla Tagliabue e Carlotta Vissani, che hanno sentito i pareri di alcuni degli autori dei "romanzi degli indignados".
![]() Gli "indignados spagnoli" |



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