Busi ad Affaritaliani.it: "Un nuovo romanzo dopo 10 anni...". Con 24 personaggi e... "Non so ancora se pubblicarlo"
"La trama? Non sono un autore di trame. Quando scrivo chiamo a giudizio l'intero scibile umano e la lingua italiana da Babele in poi, cioè da Babele a Babele, per meno non mi sono mai scomodato... Posso dire che il romanzo è scritto in lingua italiana e che il titolo stesso, pur essendo in castigliano, sembra in dialetto lombardo-veneto, la mia lingua madre. I personaggi sono 24...". Nella sua prima intervista per parlare di "El especialista de Barcelona", il romanzo che ha appena terminato (a 10 anni dall'ultimo), Aldo Busi spiega ad Affaritaliani.it: "Faccio la mia parte e per quella altrui sono alquanto fatalista, e non è neppure detto che questo romanzo lo pubblicherò". E aggiunge: "Se c'è una qualche attesa da parte mia, non vedo l'ora di tenermelo per me e lasciarlo a un suo eventuale destino dopo che non dovrò essere io a darglielo. Non è neppure questione di un editore o di un altro, una certa civiltà letteraria è morta, detto senza nostalgia". Quindi racconta di aver contattato invano Laterza per l'eventuale pubblicazione di una raccolta di articoli, e di aver ricevuto (per la stessa raccolta) una risposta troppo tardiva da Adelphi... L'INTERVISTA COMPLETA
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LO SPECIALE
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di Antonio Prudenzano
Alla vigilia di Natale, con una mail inviata al sito www.altriabusi.it, Aldo Busi ha dato la notizia che ormai neppure i fan più accaniti si aspettavano: "Dopo dieci anni che non scrivevo più, perché per me scrivere significa scrivere un romanzo, alle ore 9.34 del 24 di dicembre del 2011 ho finito El especialista de Barcelona, un romanzo". Davvero niente male come regalo. Abbiamo scritto ad Aldo Busi per ricevere maggiori dettagli, e lo scrittore di Montichiari ha risposto "di suo pugno" alle tre domande. Eccole qui di seguito.
Dopo 10 anni di pausa dalla scrittura letteraria, Lei ha annunciato di aver terminato un nuovo libro, "El especialista de Barcelona", ("180 pagine riscritte e rilette e rieditate e ri-riscritte dall’inizio alla fine non meno di 30 volte"). Cosa può anticipare sulla trama?
"Nulla, a parte che, contrariamente a quanto si continua a ventilare, il romanzo è scritto in lingua italiana e che il titolo stesso, pur essendo in castigliano, sembra in dialetto lombardo-veneto, la mia lingua madre, e che
suona come il titolo di un comix. Comunque i personaggi, e senza tener conto di una certa foglia di un 'platano di fronte', sono ventiquattro. Io non
sono un autore di trame, che ce ne sia una lo do per scontato, ma non scrivo secondo ricetta, io chiamo a giudizio l'intero scibile umano e la lingua italiana da Babele in poi, cioè da Babele a Babele, per meno non mi sono mai scomodato, anche se scrivo un articolo".

Quando ha cominciato a lavorarci?
"Dal 1986, alla mia seconda visita all' 'especialista' di Barcellona e alla sua famiglia che me l'hanno ispirato. E' anche un omaggio 'en passant', oltre alla Spagna di Zapatero e alla famiglia reale spagnola, a circa venti aziende italiane e no, citate direttamente e a titolo ovviamente del tutto gratuito, per la bontà dei loro prodotti, in questo contravvenendo alla regola, soprattutto televisiva, che non si possa fare pubblicità diretta perché appare indiretta e quindi prezzolata di nascosto. Non vedo perché non debba essere grato alla Bialetti da otto o all'olio del Feudo Arancio o al Vim o alla Ryanair o alla candeggina o al cece nero, per quanto senza nome e senza territorio d'origine, o a chi mi pare. E glielo dice uno che ha rinunciato a suo tempo anche a contratti alquanto danarosi per cedere la sua faccia a un marchio".
Sul sito Altriabusi.it stamattina Lei ha scritto: "Tanto per dire a coloro che da dieci anni mi tormentano, fino all’insulto, perché non scrivo e non pubblico niente, articoletti a parte: tre persone, che conosco da un paio di decenni, hanno 'El especialista de Barcelona' in lettura, chi da due settimane e chi da una, e nessuno mi ha a tutt’oggi detto una parola... (...) Non credo sia perché non gli è piaciuto e stanno cercando le parole per farmelo sapere, semplicemente perché ancora non hanno trovato il tempo di leggerlo. E’ la prova che di un romanzo, nemmeno di Busi, nemmeno dopo dieci anni che Busi non scrive più, nessuno sa che farsene o ne farà qualcosa quando non avrà di meglio da fare". Quali sono gli editori che hanno in lettura il manoscritto? Che sensazioni prova in questi giorni di "attesa"?
"Non risento di alcuna attesa e non è il caso di parlare di editori. Poiché tratto tutto da me, non sono così sciocco da dar luogo a sovrapposizioni e neppure è detto che, dandolo a un editore e non a un altro, abbia operato una scelta personale di tipo ideologico o economico. Qualche mese fa, non per 'El especialista de Barcelona' ma per lo zibaldone 'E baci' tratto da tre anni di articoli, anche molto narrativi e alquanto sofisticati scritti su altriabusi.it, ritenendolo un libro di storia, ho chiamato una sfilza di numeri diversi per entrare in contatto con Laterza di Bari, non mi ha mai risposto una sola persona, e i numeri sono quelli forniti da Pagine Bianche, ebbene, dopo mezz'ora avevo già spedito un sms a un dirigente dell'Adelphi descrivendogli 'E baci' e lui mi ha, sì, risposto, ma solo l'indomani, quindi troppo tardi, proprio perché io non attendo niente e nessuno, gli ho a mia volta risposto via sms con ogni gentilezza possibile che la cosa era decaduta perché a slancio si risponde con slancio e continuare con una simile partenza asincronica era di segno infausto per entrambe le parti. Faccio la mia parte e per quella altrui sono alquanto fatalista, e non è neppure detto che questo romanzo lo pubblicherò. Se c'è una qualche attesa da parte mia, non vedo l'ora di tenermelo per me e lasciarlo a un suo eventuale destino dopo che non dovrò essere io a darglielo. Non è neppure questione di un editore o di un altro, una certa civiltà letteraria è morta, detto senza nostalgia, ora ce n'è un'altra, sono straconvinto che oggi 'Seminario sulla gioventù', a parte il fatto che nessuno sarebbe più in grado di scriverlo e non solo in Italia, di sicuro nessun editore lo pubblicherebbe. Sono nauseato dal fatto che l'Italia si faccia sfuggire ogni volta l'occasione di tributare a ogni mio libro quel milione di copie che si meriterebbe, non solo il mio libro, questo va da sé, ma l'Italia. (Le risposte sono di pugno di Aldo Busi)"


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