Albakiara/ Il regista Salvati: "Quando Vasco Rossi ha letto le prime dieci pagine del soggetto di 'Albakiara' è rimasto sconvolto"

Venerdì, 17 ottobre 2008 - 18:33:00


Vasco Rossi
"Quando Vasco Rossi ha letto le prime dieci pagine del soggetto di 'Albakiara' è rimasto sconvolto, profondamente turbato dalla realtà giovanile che ho raccontato e che è quella vera che ho registrato intervistando oltre 800 ragazzi di medie e licei di Modena e Bologna". Così Stefano Salvati, autore e regista di "Albakiara", racconta il primo approccio del cantante, autore di tutte le canzoni del film, col soggetto scritto da Salvati.

"Senza Vasco, che compare anche in veste di produttore, non sarebbe mai stato realizzato il film", racconta Salvati. "Il titolo stesso, con la 'k', sta a significare che racconto il personaggio cantato da Vasco in chiave moderna: quella ragazzina degli anni '70 era ingenua, romantica, dolce e la sua trasgressione era sfiorarsi di nascosto. Quella mia è una ragazza del terzo millennio, che ne fa di tutti i colori, dalle orge alla droga, ma conserva sempre elementi di profonda
ingenuità della sua età".

Il film, che pare sia piaciuto moltissimo a Vasco Rossi, è una favola nera e racconta la storia di Chiara (Laura Gigante) innamorata di un dj che gestisce un sito porno (Davide Rossi), che viene coinvolta in una storia di droga che ha per protagonisti un poliziotto corrotto (Raz Degan) e tre piccoli malavitosi (Alessandro Haber, Dario Bandiera e Fabrizio Sabatucci). Un noir scritto da Stefano Salviati insieme a Carlo Lucarelli, in cui i ragazzi sono tutti tossicodipendenti, in cui nella scuola tutti si drogano e il bidello fa lo spacciatore, in cui i teen-ager vivono il sesso in maniera estrema (gare di performance erotiche, esibizioni orgiastiche online, ecc.), in cui i genitori sono totalmente assenti e i ragazzi(ni) sono liberi di fare ciò che vogliono e di vivere una vita dissoluta e fatta di cliché maledetti: droga, musica a tutto volume, sesso sfrenato e le canzoni di Vasco Rossi.

"Negli anni '80 Vasco Rossi è stato usato come simbolo del male - ammette il regista - ma personalmente non vedo un legame tra le sue canzoni e il fatto che in Italia ci siano molti drogati. Credo che uno sniffi o si buchi per predisposizione, non perché ha ascoltato le sue canzoni".
E aggiunge: "La mia è una provocazione. E' ovvio che non sono tutti così i giovani. Io ho voluto raccontare uno spaccato reale della vita che spesso non si vuole vedere. Il mio film è una favola nera che si contrappone alla favola buona di Moccia o di 'Notte prima degli esami'. La generazione che racconto è comunque molto più vicina alla realtà, anche se ho esagerato alcuni aspetti".

"Albakiara" sarà in sala il 24 ottobre in circa 400 copie, un'uscita a ridosso del Festival del Cinema di Roma che non ha motivi polemici. "Siamo stati contattati per andare al festival - spiega il regista - ma non abbiamo potuto dargli il film perché non era stato ancora completato. In effetti mancano ancora delle cose, soprattutto a livello di colonna sonora. Speriamo di essere pronti per il 24 ottobre".

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