Gli elettroni grassi spiegano il Big Bang
I fisici del Fermi National Accelerator Laboratory, uno dei centri di ricerca più autorevoli al mondo, si sono imbattuti in una nuova teoria che potrebbe spiegare uno dei più grandi misteri della cosmologia, e cioè perchè l'universo è composto di materia, e non del suo opposto, ovvero l'antimateria. Lo rende noto il sito web del New York Times in un articolo dal titolo quanto mai suggestivo: «Nuovi indizi per spiegare l'esistenza umana». Se confermata, questa scoperta potrebbe portare a fondamentali sviluppi scientifici da testare nell'acceleratore di particelle di Ginevra, e potrebbe perfino fornire spiegazioni, appunto, sulle ragioni della nostra esistenza. In un universo matematicamente perfetto, scrive il giornale, noi non saremmo neppure nati, non saremmo neanche dovuti mai esistere. Tuttavia, la realtà ci dice che le cose non sono andate così. E i fisici da anni stanno cercando di capire il perchè. Ora, passando al setaccio le collisioni tra protoni e antiprotoni nel laboratorio del Fermilab, che sino allo scorso inverno era l'acceleratore di particelle più potente al mondo, s'è scoperto che questi scontri producevano coppie di particelle conosciute come 'Muonì, una sorta di elettroni grassi, in misura leggermente maggiore degli 'anti-Muonì. Così l'universo in miniatura che è contenuto in un acceleratore, è passato da una stato di neutralità, a una situazione in cui la materia era superiore di un 1 per cento all'antimateria. «Questo risultato - spiega il capo di questi fisici, Guennadi Borissov - potrebbe fornirci un importante informazione per spiegare la prevalenza della materia nel nostro universo».
IL DIBATTITO SULLA NASCITA DELL'UNIVERSO 
"Cercare la materia come origine della materia è un errore concettuale". Il Cern sarebbe sulla strada sbagliata secondo il fisico Massimo Corbucci, "perché la fisica non ha ancora compreso la necessità di Dio". Ma Fabiola Gianotti, ricercatrice del Cern e portavoce dell'esperimento internazionale ATLAS non accetta la provocazione e fa appello, per rispondere, all'empirismo più radicale: "Sono un fisico sperimentale, quindi la sola cosa che mi sento di dire è che gli esperimenti ci diranno dove sta la verità circa l'origine delle masse delle particelle" E spiega: "Appureremo cioè se queste masse siano dovute al bosone di Higgs o ad un altro meccanismo. Ma siamo fiduciosi nel lavoro che stiamo svolgendo, che ci ha portato grandi risultati e che permette di ipotizzarne altrettanti".
LA TEORIA DI CORBUCCI
Da oltre trent’anni Corbucci lavora alla teoria del Vuoto Quantomeccanico, una visione rivoluzionaria della realtà e delle leggi che la governano. Il VQ è un’ipotesi alternativa alla teoria del Bosone di Higgs, fondamentale particella del cosiddetto Modello Standard della fisica nucleare, ritenuta responsabile della “massa” delle particelle e della creazione dell’intero universo. Per questo motivo è anche nota come “Particella di Dio”.
Il Cern e i sabotaggi dal futuro
Dal 2008 al Cern di Ginevra, nel più grande acceleratore di particelle mai costruito al mondo (Lhc), è in corso un esperimento per osservare il Bosone di Higgs. L’esistenza della particella sarebbe una fondamentale conferma del modello scientifico vigente; ad oggi tuttavia il Bosone non è stato ancora osservato. Un esperimento da 6 miliardi di euro che però non convince tutta la comunità scientifica, tra cui coloro che temono la formazione di un buco nero in grado di inghiottire la Terra. In un recente articolo pubblicato sul quotidiano The New York Times, Holger Bech Nielsen dell’Istituto Niel Bohr di Copenaghen e da Masao Ninomiya dell’Istituto Yukawa di Fisica teorica di Kyoto hanno invece ipotizzato che la mancata cattura del Bosone e gli incidenti verificatisi nel collisore di Ginevra sarebbero originati da un sabotaggio proveniente dal futuro. Come se, sostengono i due scienziati, il tentativo di ricreare la creazione in laboratorio non fosse gradito a Dio.
Il Vuoto Quantomeccanico
Secondo Corbucci ci sarebbe una soluzione differente per spiegare l’origine della materia. Esisterebbe cioè un vuoto “pieno” in grado di conferire massa alle particelle: il Vuoto Quantomeccanico, il luogo da dove ha origine la materia. Il fisico lo spiega attraverso la rinnovata disposizione delle particelle all’interno del nucleo stesso. Queste non sarebbero più disposte “come in una cesta di arance”, così come ipotizzato dalla scienza sino ad ora, ma in parte a destra e in parte a sinistra del nucleo secondo una precisa dicotomia. Con questa distribuzione, le particelle individuate per l'atomo più grande conosciuto (con numero atomico 112) sarebbero 103: 57 a sinistra e 46 a destra. Restano quindi 9 caselle vuote, esattamente al centro del nucleo. Questo buco nel nucleo atomico, è la conclusione di Corbucci, avrebbe le stesse caratteristiche di ciò che si trova oltre i confini dell’universo. L’atomo avrebbe dunque dentro di sé una “porta” per accedere nell’infinito assoluto, un regno dove le misure non contano più.
La necessità di Dio
Ciò che la scienza non ha ancora compreso, sostiene Corbucci, è che la ricerca dell’origine della materia entra nel campo della metafisica, dove le unità di misura della fisica non hanno più senso. «Una scienza che non ha compreso la necessità di Dio – aggiunge – è una scienza amorale che ci permette di esseri immorali. L’umanità sta andando catastroficamente verso un disfacimento morale perché la scienza scientista fa credere che l’universo sia come un aereo che viaggia alla deriva senza pilota». Il Vuoto Quantomeccanico ipotizzato da Massimo Corbucci imporrebbe al mondo scientifico di rivedere il Modello Standard(*), spingendo lo studio della fisica verso nuovi orizzonti fino ad ora di dominio della spiritualità. Qui il pensiero si rivela uno strumento potentissimo, l’unico in grado di avvicinare l’uomo alla conoscenza di ciò che ancora ignora.
* Si tratterebbe di rivedere il Modello Standard assumendo che la gravità non è un forza, posto che – sostiene Corbucci – non c’è il Bosone Gravitone, oltre al Bosone di Higgs. Le forze fondamentali si ridurrebbero così a due: la Elettro-Debole e la Nucleare-Forte. Secondo il fisico, l’unificazione sarebbe dunque automatica nel momento in cui ci si rende conto che il “conferimento della massa” e il “peso” sono l’effetto del medesimo meccanismo scaturito dal Vuoto Quantomeccanico. In altre parole, la ragione per cui le cose esistono e si attraggono gravitazionalmente sarebbe unica: ovvero quel “buco nero” all’interno del nucleo atomico che si estende anche oltre i confini dell’universo, smisuratamente. Quello che Corbucci chiama “il baratro infinito in modo assoluto”.
Ora disponibile in DVD:
LA PARTICELLA DI DIO, film documentario su Massimo Corbucci, prodotto da Logo Video, distribuito in collaborazione con Terre Sommerse Edizioni. Liberamente ispirato al libro “Alla scoperta della particella di Dio” di Massimo Corbucci, Macro Edizioni (2006). www.logovideo.com/la_particella_di_dio/home.html
LOGO VIDEO è un’associazione culturale con base a Milano che si occupa da oltre un decennio della produzione di audiovisivi a carattere sociale e divulgativo. Per info e prenotazioni: info@logovideo.com



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















