Ad Affari la più grande esperta italiana del Nobel Muller, la professoressa Paola Bozzi: "Ha meritato il premio. Ecco perché..."
di Antonio Prudenzano
Paola Bozzi è attualmente professore aggregato presso l'Università degli Studi di Milano, dove insegna Cultura tedesca nei corsi di laurea in Mediazione linguistica e culturale e Scienze umanistiche per la comunicazione. Ad Herta Müller ha dedicato studi ed articoli in riviste e volumi collettivi italiani e stranieri nonché una monografia in lingua tedesca (Der fremde Blick. Zum Werk Herta Müllers, Würzburg, Königshausen &
Neumann, 2005). Insomma, è lei una delle più grandi 'esperte' italiane dell'ultimo, discusso, premio Nobel per la Letteratura. Affaritaliani.it l'ha intervistata.
Quali sono le caratteristiche linguistiche più interessanti dello stile letterario della Müller?
"Frasi brevi e semplici, che grazie alla ripetizione, alla variazione, all'associazione e alla metafora creano immagini e significati complessi ed inaspettati. Herta Müller riconduce con virtuosistica precisione le parole dall'uso comune, banale alla loro individualità, unicità, mantenendo la compagine grammaticale e ritmica del pallido, laconico, monotono linguaggio quotidiano. La sua scrittura riproduce così la lacerazione dell'individuo, che oscilla sempre tra compimento della norma (non solo linguistica) ed estrinsecazione di ciò che gli è proprio con uno stile suggestivo e
sottilmente ironico, attraverso il quale avviene il superamento di ogni provincia, geografica e non.
A livello letterario, in quale corrente europea si pone? Perchè in Germania è così apprezzata?
"La scrittura di Herta Müller si nutre della miglior tradizione letteraria europea e di lingua tedesca senza appartenere a nessuna corrente: è anche in tal senso davvero unica e proprio per questo tanto apprezzata. Tutta la sua produzione testimonia poi la ricerca del significato di concetti difficili come 'identità', 'assimilazione' o 'patria', che hanno segnato profondamente la tormentata storia della Germania e dell'Europa nel XX secolo.
A suo avviso, è meritevole del Nobel?
"Assolutamente sì e sicuramente anche più di altri che l'hanno ricevuto. Non si tratta in nessun senso di una letteratura minore, ma di una che affronta in maniera originalissima e uno stile ineguagliabile tematiche davvero
centrali del nostro tempo".



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