L’accademia platonica rinasce a Torino con trenta borse di studio a semestre
di Bianca Della Valle
| LA RICERCA FILOSOFICA... E' FEMMINA Ogni domenica Filosofia sui Navigli, l'iniziativa milanese dedicata al pensiero. Il focus della nuova stagione è sulle filosofe della storia, da Hanna Arendt e Simone Weil fino a Jeanne Hersch (900, la filosofia contemporanea è donna) Giovedì 4 marzo alle ore 18 presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, l’illustre filosofo Emanuele Severino, ospite fino al 5 marzo della Scuola di Alta Formazione Filosofica, terrà una lezione magistrale intitolata Sul problema della libertà . Con lui saranno presenti Ugo Perone, fondatore della Scuola, e Leonardo Messinese. |
Quella della Scuola di Alta Formazione filosofica è una realtà senza termini di paragone, né da noi né all’estero, uno spazio-tempo privilegiato in cui una trentina di giovani studiosi ha l’occasione di convivere per cinque giorni con la stella della filosofia invitata per quel ciclo seminariale.
![]() Ugo Perone |
La Scuola di Alta Formazione Filosofica ha avuto tra i suoi docenti Jean-Luc Marion, John Searle e Ágnes Heller, insomma alcuni dei massimi nomi della filosofia contemporanea. Com’è nata l’idea della Scuola?
È un’idea molto vecchia. Già trent’anni fa sognavo una possibilità che nell’università non c’era, come non c’è oggi, quella di una vita in comune tra un gruppo scelto di studenti e alcuni docenti che affrontano uno stesso tema. L’idea si è poi modificata nel tempo, strutturandosi intorno all’ipotesi di un maestro autorevole della filosofia contemporanea, della compresenza di discenti che condividono i medesimi interessi e di una “struttura didattica intermedia”, che comprende il direttore del seminario, i tutor e me come direttore scientifico. La vita in comune si realizza così attraverso la massima concentrazione nel tempo, nella docenza e nella compresenza di tutti i partecipanti.
Chi sono e come vengono scelti gli studenti?
Qualche mese prima di ogni ciclo seminariale – ce ne sono due l’anno – viene pubblicato un bando a cui possono partecipare tutti coloro che in Italia hanno in corso un dottorato, un postdottorato o un assegno di ricerca, oppure quanti li hanno terminati da meno di due anni. Tra coloro che hanno presentato domanda, il comitato scientifico della Scuola seleziona una trentina di persone in base al curriculum, alla lettera di presentazione del loro docente di riferimento, alla congruenza degli studi fatti e alla conoscenza della lingua del filosofo che terrà il seminario in questione. Si tratta quindi di quegli studenti universitari che hanno intenzione di proseguire la ricerca, ossia delle nuove leve potenziali della filosofia.
Concretamente, come funzionano la Scuola e la settimana seminariale?
I giovani studiosi vengono ospitati a spese della Scuola – che è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo – per i cinque giorni della settimana seminariale e fanno vita comune nel luogo in cui si svolgono i seminari, il Centro Congressi di Villa Gualino, dove si trovano le loro camere e l'aula delle lezioni. Le giornate seminariali sono molto intense e durano circa cinque ore. In genere la mattina il filosofo ospite – in questi giorni Emanuele Severino – tiene una lezione vera e propria di circa tre ore, mentre il pomeriggio si svolge l'attività più propriamente seminariale, in cui sono i discenti stessi, sostenuti e coordinati dalla cosiddetta “struttura intermedia”, a formulare domande al professore ospite o a fare veri e propri piccoli interventi sul tema della lezione mattutina. Tra le due sessioni giornaliere si ha il pranzo comune, che è un momento importantissimo, perché docenti, tutor e allievi si trovano agli stessi tavoli e quindi hanno l’occasione di continuare lo scambio. La sera, invece, solo un paio di cene sono comuni, le altre sono libere: in questo modo i corsisti hanno la piena disponibilità dell'organizzazione del loro tempo dopo la lezione pomeridiana, scegliendo quando studiare, visitare la città, incontrarsi.
Oltre ai seminari chiusi c’è la conferenza pubblica…
Sì, la lezione magistrale si rivolge alla cittadinanza torinese, e a chi viene apposta da fuori per ascoltare il grande maestro, un pubblico di duecento, trecento persone che in buona parte non sono neppure filosofi. Per la conferenza il filosofo invitato dalla Scuola prepara un testo specifico, spesso di interesse più generale, meno specialistico rispetto ai seminari. Se ne avvantaggiano anche i corsisti, che vi trovano un momento di apertura e di confronto con la realtà quotidiana e la vita culturale di una città interessante come è Torino, il che a me pare un fatto molto significativo.
Poi, presso Rosenberg & Sellier, c’è la collana dei vostri volumi…
Il senso della collana è che così si conserva e si estende a livello nazionale l’esperienza. I volumi, che escono dopo ogni ciclo seminariale, sono stati apprezzati, usati e adottati da molti colleghi. Del resto contengono materiali preziosi ed efficaci: senza essere troppo specialistici sono una riesposizione – con delle novità solo parziali ma molto autorevoli perché di prima mano – delle filosofie dei rispettivi autori. C’è persino l’ipotesi, inaspettata, di traduzione in America del volume di Searle!
Con quali criteri scegliete i filosofi da invitare, c’è un filo rosso che li lega?
Scegliamo a partire dall’autorevolezza del filosofo e dalla sua capacità teoretica. L’unico filo rosso è questo: non invitiamo gli storici della filosofia, gli specialisti di una filosofia alla seconda potenza, ma gli autori di filosofia, con una propria proposta teoretica, questo è il filo rosso. Poi, purtroppo, non tutte le personalità che vorremmo invitare accettano o sono disponibili: essendo personalità così grandi e autorevoli li devi prenotare con tre anni in anticipo, e poi ancora...
Quindi Severino…
Severino è un indiscusso protagonista della cultura filosofica attuale, in Italia e all’estero, è un filosofo di primo piano per produzione teoretica e originalità di pensiero, ed è il primo italiano. Per questo ciclo abbiamo ricevuto un altissimo numero di domande, a dimostrazione dell'interesse che il suo pensiero riscuote tra i giovani studiosi. E poi invitare a insegnare un filosofo italiano ha, per una volta, l’indubbio vantaggio di abbatte le barriere linguistiche!



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















