Contro la camorra non solo Saviano, ecco "A est dell’equatore"
| La Ferita, a cura di Mario Gelardi Tredici racconti in cui ogni autore ha raccontato la storia di una vittima, con prefazione a cura del magistrato Raffaele Cantone, postfazione a cura di Don Tonino Palmese (presidente di LIBERA CAMPANIA). Tra i brani che compongono questo progetto, c’è il discorso di Roberto Saviano fatto a Casal Di principe. Il primo giornalista ucciso dalla camorra Giancarlo Siani è raccontato dall’altrettanto giovane scrittore Angelo Petrella. Annalisa Durante, ragazzina di undici anni coinvolta in un conflitto a fuoco tra due clan rivali, è raccontata dal giovanissimo Rosario Esposito La Rossa che ripercorre anche le vicende collegate alla tragica scomparsa di suo cugino Antonio Landieri. Ed ancora le vittime dei rifiuti tossici, silenziose ma reali, raccontate da Peppe Ruggiero, l’autore del documentario inchiesta “Biutifull cauntri. Le giovani vite stroncate per sbaglio di Simonetta Lamberti e di Gigi Sequino e Paolo Castaldi, narrate da Mario Gelardi. Un mosaico di testimonianze per ricordare alcune delle vittime innocenti della camorra, casi di cronaca che hanno lacerato il paese, che hanno messo sale sulla nostra ferita quotidiana. |
di Anna Casanova
“Intendiamo la letteratura come forza urgente che sa medicare, la letteratura come cerotto. E’ una forza potentissima perché tramite la parola e la comunicazione puoi essere utile a qualcuno”. Letteratura intesa quindi come impegno civile e denuncia, due principi ispiratori della giovane casa editrice napoletana A Est dell’equatore, animata da un gruppetto di giovani dinamici, a partire dai due fondatori: i fratelli Marino, Ciro venticinquenne e Marco,ventottenne. Figli di uno tipografo, da sempre a contatto con i libri e case editrici finchè, un anno fa, decidono di provare a lasciare un segno sul loro territorio “ perché siamo appassionati di libri e poi, quando vivi in un quartiere come il nostro, non puoi fare a meno di denunciare quello che hai attorno. La casa editrice è una forte scommessa sociale e culturale”. Così confida ad Affaritaliani.it l’editore Ciro Marino il cui fiore all’occhiello è sicuramente la collana Nimu, centrata sul sociale, con la sua prima pubblicazione “ La Ferita”.
La Ferita. E’ un manifesto d’impegno contro la camorra, sono tredici racconti per ricordare alcune delle vittime innocenti della lunga guerra quotidiana scatenata dalle mafie (vedere box accanto) scritti da giornalisti, scrittori, cantautori e autori teatrali. I diritti d’autore del libro saranno devoluti alla cooperativa Le terre di Don Peppino Diana dedita al riciclo dei beni della camorra.
“ Il libro sta andando molto bene- spiega Ciro Marino- Siamo partiti con una tiratura di 1000 copie e ora siamo alla terza ristampa. Lo stiamo portando nelle scuole e i ragazzi ne sono entusiasti perché racconta di persone che si sono ritrovate ad essere eroi per caso”.
Il libro è un esempio di contaminazione delle arti visto che è nato come progetto teatrale del regista Mario Gelardi – autore dello spettacolo teatrale Gomorra- e, su proposta dello stesso regista, si è trasformato in un libro, e poi, in un progetto culturale più ampio che ha catalizzato altri autori come il fotografo Mario Spada, che ha realizzato la copertina, e il gruppo musicale di Scampia A67.
“ Lo spettacolo, messo in scena dalla compagnia di Mario Gelardi, è stato in 100 teatri campani e non dimenticherò mai lo spettacolo a Castelvolturno: il cinema era diviso in due. Era il giorno dell’anniversario della morte della cantante Miriam Makeba e la platea era spaccata tra africani e cittadini di Castelvolturno. Fu di grande impatto”.
Ponticelli. La casa editrice è nata a Ponticelli, zona est di Napoli, nel retro di una sartoria, in un quartiere non facile dove parole come camorra e infiltrazione mafiosa sono all’ordine del giorno, dove scegliere di passare il tempo in compagnia di un libro può essere un gesto coraggioso.
“E’ un quartiere, il nostro quartiere, in cui ti lasci affascinare dal degrado, dalla non curanza, dall’abbandono- commenta l’editore Ciro Marino-. Basti pensare che Ponticelli gode un triste primato in Italia: ha il numero più elevato di palazzi tirati su e mai ultimati. E’ un susseguirsi di scheletri scarni di ferro e cemento” .
Ma proprio per la decadenza del quartiere era fondamentale creare la casa editrice in quel territorio che, nonostante tutto, non li sta respingendo anzi “ gran parte del quartiere sta rispondendo bene. Lavoriamo in stretto contatto con molte associazioni e organizziamo cineforum, reading. Andiamo nelle scuole e in una,a breve, inizieremo un corso di “ scrittura ed editoria”. E anche vero che molte persone non sanno neanche cosa sia una casa editrice, ma la parte curiosa del quartiere, che ci sta conoscendo, fa il tifo per noi. Soprattutto stiamo coinvolgendo ragazzini che non si sarebbero mai avvicinati”.
Territori da esplorare. E agganciare i giovani, avvicinarli alla letteratura per conoscere nuovi orizzonti ma anche per prendere consapevolezza e non dimenticare, è la grande sfida per la casa editrice che punta sullo scouting di talenti esordienti e sull’esplorazione di territori poco battuti.
Con la collana Virus propongono una letteratura pop, americana, acida come quella di Gianni Solla, uno dei blogger più visionari della rete o Gianfranco Marziano, con la sua satira pungente; con la collana Liquid invece pubblicano poesia, un altro territorio poco frequentato visto la sua scarsa redditività. A Est dell’equatore ha pubblicato per esempio la raccolta di poesie “10/10”, di Ramiro Fonte, poeta barcellonese, tradotto e reinterpretato in italiano da poeti del calibro di Luigi Pingitore, Erri De Luca, Elisa Davoglio, e il volume “Raffiche” del madrileno Josè-Miguel Ullàn, vicedirettore di Diario 16 ed editorialista del El Pais.



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