Musica/ "17 Re", a vent'anni dalla sua uscita Ghigo Renzulli parla della pietra miliare dei primi Litfiba
"Al cospetto di 17 Re persino un gioiello come Desaparecido sembra perdere brillantezza, dimostrando che "evoluzione" è un termine tutt'altro che astratto; i Litfiba continuano a narrare i sentimenti più puri, a condannare le guerre e le ingiustizie (vedi Vendette o Ferito), a smitizzare - senza per questo offenderla - la religione, ispirati dall'arte italiana della poesia e da quella anglosassone del rock'n'roll. Un disco geniale, per il quale il titolo di 'album italiano dell'anno' acquista un sapore persino riduttivo". Così scriveva Federico Guglielmi sulle pagine de "Il Mucchio Selvaggio", nel dicembre 1986. 
La copertina dell'album
Un giudizio, quello di Guglielmi, che si è dimostrato azzeccato e lungimirante se ancora oggi il secondo disco dei Litfiba è considerato da più parti il vertice creativo della band fiorentina. Un consenso unanime che accomuna fan, critici musicali e gli stessi membri dell'ensemble che - come ha raccontato il chitarrista Ghigo Renzulli ad Affari - si è sciolto ufficialmente nei giorni scorsi. Ma che a detta dello stesso potrebbe presto risorgere dalle ceneri con un nuovo cantante.
Una storia travagliata quella dei Litfiba, segnata da scissioni, fratture, su tutte quella di sette anni fa, quando il tandem Pelù-Renzulli, quello che a partire dal 1989 aveva regalato alla band una popolarità senza precedenti, decide di separare le proprie strade in un clima di reciproche accuse e di animosità che coglie di sorpresa i tanti sostenitori. 
Litfiba d'annata
Tornando a 17 Re, concept album che proprio in questi giorni festeggia il ventennale della sua uscita, è opportuno sottolineare come sia l'immagine più nitida della straordinaria creatività dei primi Litfiba. La forza del disco sta proprio nell'aver sintetizzato, in un originale caleidoscopio sonoro, le influenze del punk e della wave britannica e il gusto innato per la melodia tipico della migliore tradizione mediterranea.
"Sicuramente è stata una pietra miliare nella storia dei Litfiba e forse a ben vedere anche del rock italiano. Un disco davvero particolare che per me è ancora un bel ricordo" racconta un loquace e rilassato Renzulli raggiunto telefonicamente nella sua casa fiorentina. "Da allora sono passati vent'anni e sono cambiato moltissimo. Probabilmente un disco così non sarei neanche capace di rifarlo adesso. Risentiva molto del periodo new-wave, dark-wave. I miei gusti musicali odierni sono molto diversi ed è giusto che sia così".
(Segue - E la canzone 17 Re non trovò spazio sul vinile. Forse...)



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