Yara, dai vestiti spunta un nuovo Dna
Potrebbe essere dell'assassino di Yara Gambirasio la nuova traccia di Dna trovata sulla felpa che la giovane indossava il giorno dell'omicidio. Il profilo genetico apparterrebbe a un uomo estraneo alla famiglia e la speranza degli investigatori è che si possa trattare del colpevole del delitto: la traccia potrebbe infatti risalire alla presunta colluttazione tra Yara e il suo assassino, poco prima del decesso.
IL NUOVO INDIZIO- Il nuovo indizio è ritenuto dagli inquirenti molto più importante rispetto ai Dna di un uomo e di una donna trovati sui guanti della tredicenne di Brembrate. Innanzitutto perché quello individuato sulla parte laterale della felpa sarebbe quasi perfettamente leggibile. La posizione in cui è stato rilevato e la giacca di Yara che copriva la maglia l'avrebbero protetto dalla pioggia e dai liquidi di decomposizione. Inoltre, rispetto ai guanti che erano in tasca, è molto più probabile l'ipotesi che la traccia possa essersi fissata negli attimi immediatamente precedenti al delitto.

Ritrovato il corpo di Yara - Olycom
LE IMMAGINI
La notizia spiega l'attenzione degli investigatori che negli ultimi giorni si è concentrata proprio sull'analisi del Dna non solo di amici e parenti di Yara, ma anche di decine di altre persone di Brembate e dintorni che sono state convocate per i prelievi. Tra loro anche alcuni imprenditori di Mapello.
YARA E' STATA STRANGOLATA- Yara non è morta di freddo. È stata strangolata. L’assassino ha usato entrambe le mani per serrarle la gola. Lo confermano i segni di forte pressione sulla gola rilevati dal medico legale. Questa è l’ultima scoperta fatta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo incaricata dell’autopsia sul corpo della ragazza. L’indiscrezione è contenuta in un articolo del settimanale OGGI, in edicola da domani. Prima di strangolarla l’assassino l’ha massacrata a pugni come dimostrano due vistose ecchimosi sotto gli occhi e un colpo tremendo alla tempia sinistra. Quando è stata strangolata Yara era in stato di incoscienza. Non si difendeva più. Ed era già morta quando l’assassino ha infierito sul suo corpo con un coltello. La vittima, infatti, non ha perso una goccia di sangue.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















