Yara, interrogatori a tappeto. Pronti gli esami del Dna di 40 persone

Martedì, 8 marzo 2011 - 12:00:00

LO SPECIALE SU YARA

Lo psichiatra Meluzzi ad Affaritaliani.it: "Quattro ipotesi per l'omicidio". E attacca le indagini. "In questo paese nessuno le sa più fare perché nessuno fa più il suo mestiere. Perugia, Garlasco, Avetrana e ora Brembate. Più diventano complesse e mediatiche, più ci si allontana dalla verità". L'intervista
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E' ripartito il giro degli interrogatori a tappeto da parte degli investigatori che indagano sul rapimento e l'assassinio
di Yara Gambirasio. Sono decine le persone che erano già state sentite nelle settimane successive alla scomparsa della ragazza e che vengono convocate di nuovo dalla polizia e carabinieri. E di una quarantina di loro sarebbe già disponibile il Dna, prelevato duranti quegli incontri in modo coattivo, cioè a loro insaputa tramite biccheri, tazze di caffé o sigarette. Non potranno avere valore legale ma potranno servire a indirizzare le indagini una volta arrivata la relazione del medico legale che ha condotto l'autopsia.

Per la consegna dovrebbe essere ormai questione di poco tempo, anche se un primo incontro tra l'anatomopatologa Cristina Cattaneo e la pm Letizia Ruggeri, previsto per ieri, è stato rinviato. Nel frattempo nessuno conferma o smentisce le indiscrezioni. Da quelle nei giorni scorsi sul fatto che Yara è stata uccisa per soffocamento o sull'identikit sull'assassino (un uomo alto 1,75 e sui 73-77 chili) fino alle ipotesi di secondo le quali, vista la scarsa forza delle coltellate (che, sebbene in grande numero, non sono state fatali) l'omicida potrebbe essere una donna. Ipotesi, questa, che non solo contrasta con i dati dell'identikit, ma fa cadere il movente principale, quello sessuale, e quindi darebbe un indirizzo completamente diverso alle indagini.

Yara ritrovamento 16

HA AGITO D'IMPULSO DOPO UN RIFIUTO - Stando a quanto trapelato, l’identikit sarebbe il frutto delle deduzioni effettuate dagli investigatori in seguito all’analisi delle lesioni da arma da taglio trovate sul corpo: ovvero 4 ferite alla schiena, una al collo, una al polso. Secondo altre fonti, le ferite sarebbero invece 8 in tutto. Dal modo in cui i colpi sono stati sferrati – 6 colpi inferti da un cacciavite o un punteruolo e non un coltello come ipotizzato inizialmente – gli inquirenti sarebbero convinti che l’omicidio sia stato compiuto da una sola persona. Verosimilmente un uomo. Che ha agito d’impulso una volta sfuggitagli di mano la situazione.

LA POLEMICA
La Procura della Repubblica di Bergamo non ci sta alle affermazioni di Daniela Santanchè, sottosegretario all'Attuazione del Programma, che ieri aveva affermato al Giornale che "Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi" perchè "se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell'Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva", e rompe il silenzio che ha caratterizzato questi tre mesi d'indagine sull'omicidio di Yara Gambirasio. "L'assurdità e il livore che connotano tale dichiarazione sono tali che la stessa non meriterebbe alcun commento da parte della Procura di Bergamo, tuttavia sento il dovere di intervenire per evidenziare come, contrariamente a quanto sostenuto dall'autorevole esponente del governo, con il coordinamento del sostituto delegato per le indagini, le forze dell'ordine, la protezione civile, le polizie locali e migliaia di volontari, con un'abnegazione veramente fuori dal comune, si sono prodigati per mesi nella ricerca di Yara Gambirasio e contemporaneamente nell'individuazione dei responsabili di eventuali reati, utilizzando tutti gli strumenti anche tecnologici conosciuti. Ovviamente la Procura di Bergamo ignora, in quanto utilizzate da altro ufficio di procura, quali siano state le 'risorse e le tecnologi spese per indagare 'sulle ragazze dell'Olgettina ma, qualora l'On.Santanchè, che evidentemente ne è a conoscenza, vorrà comunicarcelo, anche se oramai con ritardo, le assicuriamo che siamo pronti a fare altrettanto. Credo che l'on. Santanchè, di fronte a questo tragico evento, abbia perso una buona occasione per restare in silenzio, come ha fatto questo ufficio dal 26 novembre 2010".

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