Yara, negli ospedali si cerca un uomo ferito ai genitali. Ecco la croce disegnata sulla schiena
E visto che le coltellate sono sul corpo di Yara ma i vestiti sono intatti, si crede che l'assassino si fosse almeno parzialmente spogliato e abbia tentato di fare lo stesso con Yara. Per questo si conclude che nel corso della lotta l'uomo abbia riportato a sua volta dei tagli, forse in zona genitale. E ora si chiede ai medici se nei giorni della scomparsa della ragazza si siano trovati a curare feriti con quelle caratteristiche. "Non abbiamo tracce precise che ci facciano pensare che quelle ferite esistano - chiarisce un investigatore - stiamo solo seguendo un'ipotesi".
ECCO IL SIMBOLO MISTERIOSO SULLA SCHIENA DI YARA - Si indaga intanto ancora sul simbolo misterioso inciso sul corpo della piccola Yara (eccolo disegnato nella foto). E' stato stato trovato dagli investigatori sulla schiena delle 13enne. A mostrarlo è stato Tgcom. Si era parlato a lungo di una specie di X incisa con un coltello o un punteruolo, in modo lieve, e probabilmente dopo che la ragazzina era stata uccisa. La novità, che potrebbe avere risvolti clamorosi, è che non si tratta di una X ma di un simbolo, questo simbolo, che potrebbe avere un significato particolare.
Per interpretarlo gli investigatori hanno coinvolto gli esperti di sette e gli studiosi di simbologia. A oggi non ci sono riscontri certi, anche se questa specie di uguale tagliato in due da una lunga X potrebbe riportare alla simbologia runica, legata a qualche corrente di magia rituale. In particolare avrebbero un significato di sacrificio legato alla femminilità, alla natura, con riferimenti specifici al freddo e alla tempesta.
![]() La croce incisa sulla schiena di Yara pubblicata da Tgcom |
Sul corpo di Yara, oltre alle ferite che si è provocata nel tentativo di difendersi, sono stati trovati anche altri segni,: tutti molto lievi, tutti realizzati probabilmente quando la ragazzina era già stata uccisa. Oltre alla X sulla schiena, anche una linea incisa sul torace ha richiamato gli esperti i segni della simbologia runica. E ha aperto davanti agli occhi degli investigatori un’ipotesi inquietante: la ragazzina è stata vittima di un vero e proprio rituale esoterico?
RIPRESO IL FUREGONE BIANCO - Tgcom pubblica anche un fotogramma - sono le 18,28 del 26 novembre scorso, proprio il giorno e l'ora in cui la tredicenne Yara Gambirasio scompare - in cui un furgone bianco passa a Brembate Sopra e viene ripreso dalla telecamera di una banca. Il mezzo ''proviene - viene spiegato in una nota della redazione - da via Rampinelli in direzione opposta rispetto all'abitazione di Yara e rispetto alla palestra. Pochi minuti piu' tardi, alle 18 e 32, lo stesso furgone percorre di nuovo le strade del quartiere. E la telecamera lo filma di nuovo''. Si vede in un secondo fermo immagine, sempre online su Tgcom. ''Il documento video - viene affermato nel comunicato - che e' in possesso degli inquirenti ha gia' portato all'identificazione di alcune persone che fra le 18 e le 19 di quel 26 novembre transitarono fra via Rampinelli e via Gotti''. Sempre il Tgcom afferma che ''sul corpo della piccola Yara sarebbe inciso un simbolo misterioso''.

Il furgone bianco ripreso dalle telecamere di una banca
IL CORPO E' SEMPRE STATO LI'- Il corpo di Yara è, ormai è certo, sempre stato nel campo di via Bedeschi, a Chignolo, dal giorno della sua morte. La conferma è arrivata dagli ambienti investigativi. A non lasciare dubbi agli inquirenti, gli accertamenti sul corpo della tredicenne, ma anche la comparazione delle tracce vegetali e dei pollini prelevati nello stesso appezzamento di campagna ai margini della zona artigianale del paese, dove il corpo della tredicenne era stato trovato il 26 febbraio scorso. Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione, ma la posizione in cui è stato trovato ha fatto escludere agli inquirenti la possibilità del trasporto in un momento successivo all'uccisione della tredicenne.
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COPERTA DALLA NEVE - Ma è emerso anche un altro dettaglio piuttosto importante: il corpo di Yara è rimasto coperto dalla neve per complessivi 25 giorni, in differenti periodi dei tre mesi – dal 26 novembre 2010 al 26 febbraio 2011 – nei quali il corpo della tredicenne è rimasto in via Bedeschi. E proprio la neve, lenta e silenziosa, assieme alle intemperie ha sicuramente contribuito a cancellare tracce, oltre che a nascondere il corpo. Yara dunque è sempre rimasta in quel campo e probabilmente proprio lì è stata ammazzata: o comunque, se è stata uccisa poco distante, l'omicida l'ha subito portata nel campo.
DUE TRACCE DI DNA: QUELLO DI UN UOMO E DI UNA DONNA- Sul corpo della giovane uccisa a Brembate sono state individuate due tracce di Dna, definiti "interessanti". Apparterrebbero a due persone estranee. Si tratta di un Dna maschile e di uno femminile, e sembra ormai certo che sia di qualcuno non appartenente al nucleo familiare né alla cerchia di conoscenti della vittima. La giovane è stata infatti colpita con due armi diverse. La notizia, che emerge dall'assoluto riserbo degli inquirenti, è stata confermata da fonti investigative. Secondo quanto si è appreso, a provocare le lesioni sul corpo di Yara sarebbero state una lama e un altro corpo contundente.
I FUNERALI - Sembrano destinati ad allungarsi intanto i tempi per le celebrazioni delle esequie di Yara. In attesa dell'esito dell'autopsia, i genitori della 13enne sono andati in Procura a Bergamo proprio per chiedere quando il corpo potrà essere restituito alla famiglia per i funerali. Da quanto emerge, però, le esequie non si terranno neanche la prossima settimana.

Ritrovato il corpo di Yara - Olycom
LE IMMAGINI
ASCOLTAVA L'IPOD AD ALTO VOLUME - Gli investigatori dei carabinieri restano convinti che Yara possa essere stata sorpresa da un paio di sconosciuti mentre camminava ascoltando la musica dal suo iPod, ad alto volume e con le cuffie, come era sua abitudine. Il dettaglio di vita quotidiana della ragazza di Brembate Sopra è stato valutato dall'Arma fin dai primi colloqui con i genitori e i parenti più stretti, che hanno riferito di questa abitudine di Yara Gambirasio. L'ipotesi è che la ragazzina sia uscita dalla palestra e che, quasi immediatamente, si sia messa alle orecchie le cuffie per la sua musica preferita. Una ginnasta non può non essere appassionata di un rirtmo particolare, di un gruppo preferito.
E la musica in cuffia disorienta, può rendere meno reattivi, è una delle cose più sconsigliate alle donne vittime di stalking o molestie. In pochi minuti, con la musica di Yara già accesa su via Morlotti, qualcuno se l'è portata via, senza lasciare alcuna traccia. Secondo i carabinieri lasciando solo una traccia di odore di Yara, fino al cantiere del nuovo centro commerciale di Mapello. Secondo la polizia, invece, c'è più da credere al rapitore noto, alla persona che Yara conosceva, che non ha usato particolari stratagemmi per avvicinarla. Sono ancora dubbi e dinamiche degli ultimi momenti in cui Yara era libera. Dubbi ancora da sciogliere.



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