Why Not, processo d'appello a Catanzaro/ Emesse nove condanne e cinque assoluzioni. Aggravate le pene per Saladino e Lillo
Si è concluso con la riforma della sentenza di primo grado per alcuni degli imputati piu' noti, e la conferma del resto, il giudizio d'appello per 16 persone coinvolte nell'inchiesta "Why not", su presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici in Calabria, che in primo grado sono stati giudicati con rito abbreviato. La sentenza di oggi prevede nove condanne, cinque assoluzioni e due posizioni prescritte.
La prima decisione per i 16 imputati arrivo' il 2 marzo del 2010 dal giudice dell'udienza preliminare Abigail Mellace, che pronuncio' 8 condanne e 34 assoluzioni totali, e fu impugnata dai sostituti procuratori generali di Catanzaro, Massimo Lia ed Eugenio Facciolla che, al termine della requisitoria, hanno chiesto nove condanne per altrettanti imputati che furono completamente assolti - gli ex presidenti della Regione Calabria Agazio Loiero e Giuseppe Chiaravalloti, e poi Gianfranco Luzzo, Nicola Durante, Tommaso Loiero, Franco Nicola Cumino, Pasquale Anastasi, Giuseppe Fragomeni, Enza Bruno Bossio (per Saladino, Lillo, Luzzo, Macri' e Bruno Bossio, la pubblica accusa ha contestato, in particolare, l'assoluzione per il reato di associazione a delinquere, mentre per gli altri il ricorso ha riguardato il reato di abuso in atti d'ufficio), tre richieste di aggravio di pena per coloro i quali furono parzialmente scagionati - Antonio Saladino, Giuseppe Antonio Lillo, e Pietro Macri' -, e la richiesta di confermare la prima sentenza per quattro imputati gia' condannati in primo grado - Antonio La Chimia, Vincenzo Gianluca Morabito, Francesco Saladino, Rinaldo Scopelliti -.
Oggi la Corte d'appello (presidente Francesca Marrazzo, consiglieri Gianfranco Grillaoe e Vincenzo Galati) ha riconosciuto colpevoli di associazione a delinquere Saladino e Lillo (l'accusa in primo grado era caduta completamente), aggravando per loro le pene a 3 anni e 10 mesi per il primo - gia' condannato a 2 anni -, ed a 2 anni per il secondo - gia' condannato a un anno e 10 mesi (la Procura aveva chiesto 4 anni e 2 mesi di reclusione per Saladino, e 2 anni 1 mese e 10 giorni per Lillo).


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































