Bertolaso lancia l'allarme: rischio eruzione a Ischia
Parte il monitoraggio dei vulcani sommersi, che in Italia sono 12, tutti nel mar Tirreno. Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ha sottolineato la necessità di capire qual è l'attività di questi vulcani. "Si tratta di 12 vulcani - ha spiegato - e tra questi c'è il Marsilio, 50 km per 20, dunque il più grande del mondo, che non conosciamo affatto. Ora invece grazie ad un'ordinanza della presidenza del consiglio firmata oggi avremo la possibilità di utilizzare quattro navi che potranno mettere a punto uno spettrometro in modo da tenere sempre sotto controllo le attività vulcaniche sottomarine. Ci vorranno almeno due o tre anni e una spesa prevista per dieci milioni di euro". 
Parlando con i giornalisti Bertolaso ha rivelato che il vulcano "con il colpo in canna" è la montagna che sovrasta l'isola di Ischia (infatti pochi sanno che si tratta di un vulcano), che negli ultimi anni è cresciuta fino a raggiungere una quota di 800 metri. Dentro questa apparente montagna c'è un mare di magma. Il più pericoloso, però, resta sempre il Vesuvio, anche perchè se dovesse rimettere in moto la propria attivita' si tratterebbe di evacuare almeno 600 mila persone dalle sue falde, mentre alcuni milioni di persone, da Salerno a Caserta, a Napoli verrebbero coinvolte nelle conseguenze dell'eruzione.
Il capo della protezione civile ha lamentato l'assenza di una rete di radar in grado di tenere sotto controllo gli spostamenti della nube di fumo provocata dal vulcano islandese la settimana scorsa. "Una rete in grado di monitorare le attività vulcaniche - ha spiegato Bertolaso - ma sarebbe costata all'Europa 200 milinoi di euro. Vale a dire un decimo di quanto hanno perduto le compagnie aeree nei giorni dell'eruzione del vulcano che, secondo stime attendibili, ammontano a 2,5 miliardi di euro".



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