Vittime della strada/ "I tempi sono maturi perchè qualcosa cambi nella giustizia". L'intervista a Elena Valdini la scrittrice del libro la "Strage continua"
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La copertina del libro di Elena Valdini |
Morire sulle strade è un problema da rimuovere, come una guerra che però non sposta voti e non fa spettacolo. Troppo solidi gli interessi in gioco (auto, telefoni, consumo di alcol, locali notturni). Un tragico intreccio, sulla pelle di tutti, su quella dei giovani soprattutto. Elena Valdini, Giornalista pubblicista, che dal 2004 si occupa dei progetti editoriali della Fondazione Fabrizio De André Onlus racconta in esclusiva per Affaritaliani il motivo che l'ha spinta a scrivere questo libro.
Le vittime della strada ogni anno superano le 70mila. Numeri imponenti per la nostra società. Cosa ti ha spinto a parlare degli incidenti stradali e delle sue vittime, spesso innocenti?
I libri si scrivono sempre perchè si ha qualcosa da raccontare. E anche in questo caso la motivazione è stata questa. Ho person alcuni amici sulla strada, avevo 16 anni ed era la prima volta che mi confrontavo con la morte. E' questo che racconto nel mio libro.
Ma qual'è stata la vera scintilla?
Una pagina di un giornale che raccontava esattamente com'era andata la dinamica dell'incidente. Ogni dettaglio. Poi però si chiudeva con dei dati personali sul mio amico approssimativi. Così ho deciso che se non potevo recuperare la mia storia avrei dovuto occuparmi di fatti simili. Per capire come fare a non commettere errori. Una fatica nella fatica. Perchè in fondo la morte è una cosa che non si capisce a 16 anni.
E poi...
Ho deciso di seguire la cronaca nera. E un giorno mentre lavoravo mi è capitato un caso simile a quello in cui erano morti i miei amici. Un incidente mortale. Nello stesso punto in cui erano morti i miei compagni. E' stata l'occasione giusta. I giornali volevano che andassi a casa dei genitori delle vittime. E li ho capito, dopo essere entrata nella stanza del figlio cosa dovevo fare...
E così è nato il libro?
No, in quel momento mi sono accorta di aver razionalizzato l'accaduto. Poi parlando con l'editore si parlò del dolore e di come si muore in Italia per provare a scrivere qualcosa di organico.
Ma quando hai deciso?
Ho capito che dovevo scriverlo il 30 ottobre 2007 ad un incontro dell'AIVFS sulla giustizia per le vittime della strada.
Che messaggio vuoi lanciare?
Vorrei che lo Stato capisse quanto è importante la prevenzione e che si deve investire del denaro. Cosa che in Italia non viene fatto se si pensa che lo Stato investe 90 centesimi a persona. Ma le stragi ci costano 35 miliardi di euro ogni anno. Poi ricordiamo che domenica si terrà la giornata del ricordo a Brescia ( Chiari). E l'associazione ha chiesto ai sindaci dove sono le sedi di illuminare i propri monumenti per dar luce alla strada. Un'iniziativa notevole affinchè ci siano meno incidenti sulle strade
Floriana Rullo



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