Viaggio da incubo, il racconto di un anonimo pendolare sul Feccia Rossa

Venerdì, 5 giugno 2009 - 12:00:00

Bologna alla fine arriva. Il nuovi monitor non provano vergogna: 80 (ottanta) minuti di ritardo. E non si cambia treno perché la sala operativa di Roma in accordo con i macchinisti ha deciso che il maiale seppur ferito ce la può fare. Infatti riparte: venti chilometri e si spengono le luci centrali del corridoio.

È il segnale: il maiale tentenna, ansima e poi si inchioda. Pure l’aria. Di nuovo con l’orologio: uno, due, tre, quattro….. Perdo il conto. Nella carrozza 3, quella del capotreno, c’è chi perde la pazienza e apre le porte. Si accendono le sigarette e il totalizzatore delle maledizioni va in tilt. Toh, una voce scende dal soffitto: “Fabrizio, Fabrizio, per ripartire devi chiudere le porte”, tuona non si sa chi a non si sa chi. La carrozza 9 è un letamaio, nella 8 si dorme rassegnati. Nella 7 si litiga mentre nella 6 partono due attacchi di claustrofobia e uno di vomito per eccesso di chianina e chianti. A proposito di gentile clientela: alla ripartenza da Bologna il solito altoparlante (stavolta una voce metallica proveniente dal pianeta Marte, dove i treni funzionano) soavemente ha avvertito il soliti gentili clienti che il treno ….. “av 9452 è diretto a Milano e finirà la corsa a Milano Centrale”.

Le Ferrovie sono pronte per Zelig perché una risata lunga 12 carrozze sommerge il genio italico che ha fatto partire l’annuncio. Nella campagna buia qualcuno rievoca la presa per i fondelli: “Hanno fatto bene ad avvisarci, perché visti i tempi avevo avvisato la famiglia che stavo andando su Marte”. Cazzo!!! Gli italiani sono brava gente, pure educati di fronte alla follia ferroviaria. Tic, tac, tic-tac. Il maiale non si riprende mentre l’orologio non si riposa. Occhio, c’è anche un controllore, forse pure capotreno. Come dire: il capo di una cosa morta. Spunta dalle carrozza 7, quella della lite ma non chiede biglietti. Certifica solo che il signor xx era sul treno così potrà chiedere il rimborso. Vale a dire avere tra qualche mese indietro il supplemento Feccia Rossa. Nel frattempo s’è fatta l’una del giorno successivo. Per i ferrovieri il 9452 non esiste più sulle tracce. È un oggetto defunto identificato come un puntino. Da’altronde sull’orgoglio dell’Alta Velocità tra Bologna e Milano ci siamo solo noi, anche se a piedi e dopo aver aperto le porte con la chiave quadra.

Miracolo!!!! Senza passare per il santuario di Loreto, rigorosamente a piedi, il treno riprende vita e corre a Bassa Velocità verso la méta. Ore 2.00 si entra a Milano. Praticamente con 150 minuti di ritardo, ai quali vanno sommati i minuti per superare la boa in ingresso dalla banchina. È la boa che misura il tempo ferroviario. Peccato che siano almeno 2 chilometri prima di vedere le porte aprirsi. Ancora porte, stavolta sono quelle della stazione centrale che sono tutte chiuse: tranne una: la forca caudina dove devono passare i 1200 più i 150. E visto che ormai siamo tutti in piedi siamo uguali e sommabili: 1350 persone che aspettano un taxi. Uno. Uno alla volta, per carità, mica siamo New York.

Dizionario del gentile cliente:

Alta Velocità. Battuta satirica per individuare la filosofia di viaggio High Coast: paghi tanto e soffri molto

Av: acronimo di Alta Velocità. Vedi sopra.

Fast. È la velocità con la quale Trenitalia prende soldi dai viaggiatori.

Feccia Rossa. Nuovo brand delle ferrovie. Significa treni vecchi di anni, appena riverniciati per aumentare le tariffe.

Capotreno. Nome proprio di capo. Persona muta che viaggia sul Feccia Rossa.

SOP. Acronimo di: Sala Operativa Passeggeri. Il consesso di geni che risiede nei sotterranei di Villa Patrizi e che di notte dorme sulle brandine. Alle 5 va a farsi la barba nei bagni.

Moretti. Nome proprio di amministratore delegato del Feccia Rossa. L’ha inventato lui insieme alla campagna pubblicitaria con la quale ha raccontato che le FS non pesano sugli italiano.

Media. È il sistema della disinformazione. Il caposervizio di turno a Roma dell’Agenzia Giornalistica ANSA, ieri sera mi ha detto che 1200 persone abbandonate senz’aria e senz’acqua in campagna non erano una notizia.

Vagone ristorante. Luogo ameno del Feccia Rossa, da dove partono salatini e snack per la Prima Classe e panini affumicati per gli altri. Ieri era chiuso per sovraffollamento del treno. Come funziona? Invece di festeggiare per i tanti potenziali clienti, a Firenze hanno chiuso?

Gentile cliente. Nome comune di deportato di un Paese che non vuole funzionare. O non sanno far funzionare?

Un pendolare

 

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