Vita artificiale, il Vaticano: non è vita
"Un ottimo motore, ma non e' la vita". L'Osservatore Romano gela con questo titolo gli entusiasmi suscitati anche nella Chiesa dall'annuncio dei laboratori che affermano di aver prodotto cellule completamente sintetiche. "Al di la' dei proclami e dei titoli di giornale - scrive in prima pagina il quotidiano della Santa Sede - e' stato ottenuto un risultato interessante che puo' trovare applicazioni e che deve avere delle regole, come tutte le cose che toccano il cuore della vita". "L'ingegneria genetica - ammette l'Osservatore - puo' fare del bene: basti pensare alle possibilita' di curare malattie cromosomiche". Ma "si tratta di unire al coraggio la cautela".
Per l'Osservatore Romano, in sostanza, siamo davanti a "un lavoro di ingegneria genetica di alto livello, un passo oltre la sostituzione di parti del Dna. Ma in realta' non si e' creata la vita, se ne e' sostituito uno dei motori". E in proposito cita, dal New York Times, il genetista David Baltimore del California Institute of Technology, per il quale i laboratori coinvolti dalla ricerca "non hanno creato la vita: l'hanno solo copiata". E il bioingegnere Jim Collins, per il quale "questo non rappresenta la creazione di vita da zero".
"Al di la' dei proclami e dei titoli di giornale - scrive sul giornale vaticano Carlo Bellieni - e' stato ottenuto un risultato interessante, che puo' trovare applicazioni e che deve avere delle regole, come tutte le cose che toccano il cuore della vita. L'ingegneria genetica puo' fare del bene, basti pensare alle possibilita' di curare malattie cromosomiche. Si tratta di unire al coraggio la cautela: le azioni sul genoma possono, si spera, curare, ma vanno a toccare un terreno fragilissimo in cui l'ambiente e la manipolazione giocano un ruolo che non deve essere sottovalutato: il Dna non e' il motore cui si sostituisce il pistone, ma una parte di un essere vivente su cui stimoli inopportuni, magari fatti a fin di bene, possono 'spegnere' dei geni in maniera inaspettata, secondo le regole dell'epigenetica". In proposito, l'Osservatore da' conto anche dei timori di "molti" che sono "preoccupati per i possibili sviluppi futuri di organismi geneticamente modificati".
"Si puo' - spiega - ricostruire il Dna, e questo non ci stupisce, e al tempo stesso si deve considerare che il Dna non e' che uno dei 'motori' della vita, in primo luogo perche' il Dna negli animali non si trova solo nel nucleo ma anche in altre strutture dette mitocondri, poi perche' esiste un sistema proteico di controllo e regolazione dell'espressione del Dna. Inoltre il Dna interagisce con l'ambiente e dunque non e' un film che si legge sempre nello stesso modo, ma "parla" in modo diverso a seconda degli stimoli che gli arrivano; questo per limitarci ad alcuni aspetti biologici". Dunque, anche se "il peso del Dna insomma e' grande e grandi sono le aspettative nella scienza genetica, tuttavia, il Dna pur essendo un ottimo motore, non e' la vita".
Intanto Barack Obama ha chiesto alla commissione di bioetica di studiare le implicazioni della creazione di un genoma sintetico. In una lettera inviata alla Presidential Commission for the Study of Bioethical Issues, il presidente Usa ha chiesto alla commissione uno studio di 6 mesi "sul potenziale medico, ambientale, di sicurezza, e sugli altri benefici di questo campo di ricerca, nonche' su qualsiasi potenziale sanitario, di sicurezza o altri rischi". Obama ha anche chiesto che il panel, guidato dal presidente Amy Gutmann, dell'Universita' della Pennsylvania, raccomandi "qualunque azione il governo federale debba adottare per fare in modo che l'America raccolga i benefici di questo campo della scienza in via di sviluppo, individuando nel contempo adeguati confini etici e minimizzando i rischi identificati".



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