In viaggio tra segreti e mete leggendarie: ecco la clinica dell'Orient Express
Di Floriana Rullo
Quattordici carrozze, interni blu notte e morbidi velluti rifiniti nei minimi particolari. E' questo l'Orient Express, il treno d’epoca che da due secoli unisce l’Europa e che con la sua magia ha fatto innamorare Agatha Christie. E che ora si trova a Santhià, tra le risaie del vercellese, per tornare a splendere. La londinese Vsoe (Venice Simplon Orient Express) che dal 1982 ha fatto rinascere in tutta Europa il mito del treno (anche grazie alla passione di James B. Sherwood che negli anni Settanta ha recuperato le carrozze originali) ha affidato alla ditta Magliola spa la manutenzione dell’intero convoglio. Dal marzo all’ottobre prossimi lo storico treno tornerà a viaggiare con pacchetti turistici da mille e una notte. Affaritaliani.it è andato a scoprire la clinica dell'Orient Express, scoprendone i segreti e i viaggi leggendari.
"I lavori da fare sono davvero tanti e necessitano una manodopera specializzata - spiega ad Affaritaliani Giorgio Cabrio responsabile della produzione della Magliola. Un lavoro che richiederà circa tre mesi e che vedrà impegnati non solo operai ma veri e propri mobilieri: "Parliamo di carrozze lussuosissme che devono essere curate nei minimi particolari. Niente deve essere lasciato al caso: trattare gli interni in radica così come i velluti colorati di rosso e verde nelle carrozze del tè o le finiture color argento non è da tutti. Verranno sostituite tutte le tubature, sistemati gli arredi di pregio, ripuliti i velluti e le moquette, rimessi a nuovo i bagni con i ripiani in marmo, lavati gli esterni del convoglio, lucidati gli stemmi e le targhe in oro e argento". E poi verranno rimesse a nuovo anche le parti meccaniche e i motori, che verranno smontati e ricontrollati mentre il materiale rotabile delle carrozze sarà sottoposto a un check-up completo "anche perché il treno ha un’andatura particolare che consuma maggiormente un lato rispetto all’altro: noi dobbiamo riequilibrare il tutto", spiega Giorgio Cabrio.
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AGATHA CHRISTIE- Il treno d’epoca a cui Agatha Christie dedicò il suo romanzo giallo più famoso di sempre, è storia e fascino ma anche lusso, potenza e tecnologia. Quattordici carrozze da 50 tonnellate l’una: tutte rifinite nei minimi particolari con la moquette che zittisce i passi e il luccichio delle lampade che si riflette sulle decorazioni in argento delle pareti. Corridoi, cuccette singole e suite, ristoranti con chef stellati ma anche spazi per prendere il tè e chiacchierare. Quello che oggi è coperto da un filo di polvere in realtà è il bancone in radica della boutique dove i viaggiatori possono acquistare gioielli e orologi di classe durante il viaggio, per regalare un sorriso a mogli, fidanzate o, chissà, pure fugaci amanti.
Il treno, figlio della Belle Époque, ne fu il simbolo più contemplato. Là sopra accadeva di tutto. Si viveva non solo il fascino del viaggio, ma anche quello degli incontri con uomini straordinari e dame in vena di trasgressione. Nascevano amori, complotti, affari, visioni del mondo, assassinii. La compagnia si faceva vanto di puntualità, pur passando in luoghi selvaggi, ma in fondo ai passeggeri eleganti del tempo importava poco, perché là dentro era un mondo diverso, parallelo, quasi virtuale. Amalgamava l’ebbrezza moderna della velocità «express» e la lentezza del lusso.
I LIBRI SCRITTI IN TRENO- Per questo il treno si infilava gioioso nei tunnel delle cronache mondane o dei libri d’avventura. Il primo tributo letterario, probabilmente, è quello che arrivò dall’orrore. Bram Stoker ci viaggiò sopra e meditò di scrivere «Dracula», ispirandosi alle leggende di Vlad Tepes, raccontate dall’amico magiaro Armin Vambéry. Il viaggio più fortunato lo compì invece Agatha Christie. La signora del giallo, reduce da un divorzio turbolento, con tanto di scandalo piccante, aveva deciso di ritrovare se stessa a Baghdad.
Vide una bufera di neve che bloccò il treno per qualche giorno e s’immaginò una storia di omicidio a bordo (scrisse il suo capolavoro "Assassinio sull’Orient Express") notò un giovinotto carino, più giovane di lei, che andava a Oriente per fare l’archeologo (e lo sposò in seconde nozze). Graham Greene mise l’Orient Express nel "Treno d’Istanbul", James Bond lo usò rocambolescamente in "Dalla Russia con amore", l’illusionista David Copperfield, in uno speciale televisivo, gli fece scomparire la carrozza ristorante. Finì nei quadri, nelle fotografie, nei videogiochi, nei cartoni. Ovviamente anche in un film porno, con l’ungherese Anita Blond. Un grande conoscitore dell’Orient Express fu lo scrittore francese Maurice Dekobra. Aveva viaggiato ovunque per raccontarlo sui giornali. E nulla gli era ignoto dello sfarzo, perché frequentava aristocratici europei e star di Hollywood. Ma quando pensò di farsi un regalo davvero fantasioso e nostalgico pensò al treno: in casa propria, a Parigi, si fece costruire una stanza come una carrozza dell’Orient Express.



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