Immigrati, vertice italo-francese: riformare Schengen
Italia e Francia provano a voltare pagina dopo le tensioni sugli immigrati. Al 29mo vertice italo-francese a Villa Madama, è stata concordata una lettera congiunta all'Ue per chiedere una revisione del Trattato di Schengen che permetta di intensificare i controlli nei casi di emergenza, ma anche maggiore solidarietà ai partner comunitari. "Le cose devono essere regolate fra Paesi amici sulla base del diritto esistente", ha spiegato il presidente del Consiglio, "nessuno di noi vuole negare Schengen ma in circostanze eccezionali abbiamo concordato che ci possano essere variazioni al trattato". 
Immigrati protestano alla stazione di Ventimiglia
"Abbiamo chiesto all'Ue maggiore collaborazione e solidarietà da parte dei nostri partner europei", ha insistito Berlusconi a proposito della missiva al presidente del Consiglio Ue, Hermann Van Rompuy e al presidente della Commissione europea, Manuel Barroso. L'auspicio della Francia è che Schengen "rimanga vivo ma perché rimanga vivo deve essere riformato", ha spiegato il titolare dell'Eliseo. Il premier italiano ha riferito che e' stato deciso di "lavorare insieme nei rapporti con il governo della Tunisia per la vigilanza delle coste" per fermare l'immigrazione clandestina. E ha aggiunto che Sarkozy si è impegnato attraverso le tv in francese a far conoscere la nuova linea anche ai "tunisini che pagano 1.500 euro per attraversare il mare". "Pensiamo che sia molto importante", ha aggiunto.
Berlusconi ha reso omaggio all'impegno di Parigi sull'immigrazione: lo sforzo della Francia in tema di accoglienza gli immigrati " è stato cinque volte superiore a quello dell'Italia e di tutto questo siamo consapevoli", ha sottolineato. "Lo dico - ha aggiunto - in maniera chiara senza alcuna volontà mai espressa di volere accusare la Francia di comportamenti che non ci sono stati". Il premier ha ricordato che "ogni anno la Francia accoglie più di cinquantamila immigrati" mentre "l'Italia ne accoglie una media di diecimila".
Al summit, definito "estremamente utile" da Sarkozy e "molto, molto positivo" da Berlusconi, partecipano anche i ministri degli Esteri, Franco Frattini, dell'Interno, Roberto Maroni, e dell'Economia, Giulio Tremonti. Per parte francese sono a Villa Madama il primo ministro Francois Fillon, e i ministri degli Esteri, Alain Juppe', quello dell'Interno Claude Gueant, e quello del Tesoro, Christine Lagarde.



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