Verona/ Genitori non pagano la retta dello scuolabus: bimbi restano a piedi

Venerdì, 16 aprile 2010 - 10:00:00



Dopo la scuola di Brescia che ha lasciato senza pranzo gli alunni che non erano in regola con i pagamenti della mensa scolastica, spuntano due casi simili a Barletta e Verona.

VERONA- Bambini lasciati a terra dal pullmino scolastico perchè i genitori, pur avendo ricevuto diversi solleciti, non hanno pagato al Comune le rette dovute. Tutto per una retta non pagata. Nella città veneta per 16 bambini il servizio è stato sospeso alla ripresa dell’attività scolastica dopo le vacanze pasquali, e dopo aver ricevuto vari solleciti a pagare la retta di 23 euro al mese, ma in bilico ci sono altri 93 casi che rischiano di non poter più far salire i figli sul pulmino del trasporto scolastico comunale a Verona se non pagheranno gli arretrati. Il giro di vite deciso dall’amministrazione comunale arriva dopo aver constatato che una cinquantina di famiglie, su 1117 utenti, dall’inizio dell’anno scolastico usufruivano del servizio senza aver versato la retta.

Dopo un primo sollecito, circa la metà si è messa in regola, ma per 16 nuclei familiari dal 6 aprile è scattata la sospensione. Il caso ha sollevato critiche da parte di alcuni genitori che hanno raccontato - riporta il quotidiano L’Arena - che la settimana scorsa un autista si è rifiutato di riaccompagnare a casa due sorelline di una scuola dell’infanzia, che al mattino avevano regolarmente usufruito del servizio. Da parte sua, l’assessore all’istruzione Alberto Benetti ha evidenziato ta che la famiglia delle due bimbe era stata avvertita con ampio anticipo della sospensione del trasporto dopo aver ricevuto due solleciti e un incontro informativo in comune sulle possibili agevolazioni. "La famiglia - ha detto Benetti ad Affaritaliani.it - non aveva mai pagato nemmeno una rata per il servizio di trasporto (23 euro al mese, con retta ridotta del 50% per il primogenito nel caso di due fratelli che usufruiscono contemporaneamente dello stesso servizio) dall’inizio dell’anno scolastico". Anche per la mensa è stata pagata solo la prima rata; ma in questo caso il servizio resterà comunque garantito perchè "il comune di Verona lo considera essenziale. Senza contare che dal 2004 al 2009 ammontano a 1,3 milioni i mancati pagamenti di rette per i servizi di mensa e trasporto scolastico".

 

BIMBI SENZA MENSA- I genitori sono poveri e la mensa viene negata a nove bambini: è quanto accade nella scuola elementare 'Modugnò di Barletta, unico istituto sul territorio barlettano ad offrire il servizio del tempo pieno. La notizia è riportata oggi su alcuni giornali locali. I genitori dei nove bambini - secondo quanto viene denunciato nell'articolo - non possono ricaricare la 'card dei pastì perchè non hanno i soldi per farlo. E allora chi non paga non mangia. Così quando suona la campanella della mensa, una parte degli alunni scende nel refettorio ma i nove piccoli senza 'card caricà aspettano in classe e qualche volta mangiano un panino. La situazione si sta verificando nella scuola da qualche giorno. La dirigente del settore ai servizi sociali del Comune Maria Rosaria Donno assicura che si sta cercando una soluzione: «purtroppo - spiega - il bilancio non è stato approvato e lavoriamo in ristrettezze".

La dirigente ha comunque assicurato che già da oggi tutti i bambini della scuola potranno mangiare un pasto caldo. "C'è stato un disguido tecnico nel flusso delle informazioni tra la scuola e gli uffici comunali, non vi è alcun atteggiamento discriminatorio nei confronti di alcuni bambini nè poca attenzione verso chi ha problemi economici". Così il vicesindaco di Barletta, Franco Caputo spiega quanto accaduto nella scuola primaria Modugno, dove per tre giorni, otto bambini (e non nove come riportato oggi su alcuni giornali) sono rimasti senza servizio mensa perchè le loro schede non erano state ricaricate della somma necessaria di denaro per quel servizio. La mensa è erogata dalla ditta La Cascina, in convenzione con il comune. "L'amministrazione comunale - aggiunge Caputo - ha inoltre previsto già dallo scorso anno, nel pacchetto 'anticrisì del comune, la gratuità di tale servizio, che non è obbligatorio per 79 bambini". "Per evitare in futuro tali disguidi - conclude il vicesindaco - chiederemo alla Cascina di lavorare con un certo margine di flessibilità e tolleranza verso chi non ricarica tempestivamente, al momento dovuto, la scheda per il servizio mensa".

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