Venezia, scoperti 34 appalti truccati. "Leggi violate con metodo"

"Leggi violate con metodo". Ben 34 appalti "sospetti", gare pilotate. A Venezia scoperchiata l'imprenditoria del malaffare. Al centro dell'inchiesta la figura di Lino Brentan. La Finanza sta controllando tutti i conti correnti dell'ex ad della Venezia-Padova, ma anche quelli degli altri imprenditori che sarebbero coinvolti nel giro di mazzette e appalti truccati, se non addirittura simulati.
Il pm Stefano Ancilotto è già partito con gli interrogatori. Già sentiti due imprenditori per alcune ore. E oggi e domani l'agenda del magistrato e dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza è fittissima. L'obiettivo degli inquirenti è evidente: trovare altri imprenditori che ammettano di aver pagato tangenti a Lino Brentan, agli arresti domiciliari per corruzione da martedì, in cambio di lavori della società autostradale Venezia-Padova. Al vaglio delle fiamme gialle ci sono poi tutti i documenti sequestrati martedì nei vari uffici di Brentan, nella sua abitazione e anche presso la sede di Veneto Strade.
Secondo gli investigatori il quadro sarebbe molto più complesso dei singoli episodi oggetto di contestazione. I 34 lavori finiti nel mirino riguardano cifre molto eterogenee: dai soli 1200 euro a oltre 300 mila euro. La convinzione è che a pagare non siano stati solo l'arredatore Dario Guerrieri e l'imprenditore edile Silvano Benetazzo (che hanno ammesso le mazzette) oppure l'ingegner Luigi Rizzo, che è stato chiamato in causa da altri. In mano all'accusa non ci sono solo sospetti generici, ma ipotesi più che fondate: la consulenza affidata all'avvocato amministrativista Ivone Cacciavillani, che ha scandagliato tutti i contratti firmati dal 63enne manager di Campolongo Maggiore nel suo ruolo di amministratore delegato della società, ha infatti evidenziato altre situazioni anomale e posizione dubbie, che potrebbero nascondere nuove mazzette.
Il primo appalto che mise in preallarme i finanzieri fu quello del 2005 per la verniciatura degli impianti di segnaletica e di illuminazione sul tratto dell'A4 Venezia-Padova. Siccome l'importo è di 265 mila euro, oltre la soglia per la gara pubblica, le fiamme gialle trovano un "invito a presentare offerta" rivolto a tre ditte (Benetazzo, Molducci e Celegato). Il lavoro viene affidato a Benetazzo, ma senza traccia di verbali di gara o documentazione che attesti che siano state interpellate anche altre ditte. Nessun modo di capire perché l'offerta di Benetazzo fosse stata considerata la migliore. Ed è uno dei casi ritenuti simbolo del cosiddetto "sistema Brentan".
Si aspetta poi il momento dell'interrogatorio di Brentan al cospetto del gip Liguori: collaborerà oppure no? Brentan potrebbe svelare il complesso sistema di lavori e favori che secondo il pm Ancillotto hanno condizionato tutto il suo decennio alla Venezia-Padova. Alla procura interessano soprattutto i fatti più recenti, dal 2006 in poi: con i tempi limitati di prescrizione per il reato di corruzione (sei anni) per quelli precedenti non è più possibile chiedere il processo.


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