“Venduta” dal marito, costretta a prostituirsi a Genova
Costringevano giovani cittadini romeni, in molti casi anche minorenni, a prostituirsi per le vie del capoluogo ligure. In alcuni casi, “concedevano” loro angoli di marciapiede della città in cambio di “affitti” tra i 700 e i 1000 euro.
Si trattava di un vero e proprio racket della prostituzione, sgominato dalla squadra Mobile della polizia, che ha arrestato un cittadino albanese e due romeni di origini rom: l’operazione, incominciata nel dicembre dello scorso anno, si è concentrata soprattutto sul quartiere di Sampierdarena, dove la banda faceva prostituire le donne, appositamente “reclutate” in Romania.
In manette, accusati a vario titolo di induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, sono finiti Amir “Jimmy” Bajri (29 anni) e i romeni Nicolae “Gilor” Ispir (38) e Ioana Ida “Alina” Marin (20). I primi due erano già pregiudicati, mentre la giovane donna era incensurata.
I tre sono finiti in manette lo scorso 19 di luglio, ma la notizia del loro arresto è stata resa nota soltanto questa mattina. Nelle grinfie della banda, minacciata di morte se avesse tentato di ribellarsi, era finita anche una minorenne, “ceduta” all’organizzazione dal marito



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