Vende loculo, ma dentro c'è una salma sconosciuta
Sta per vendere un loculo ma dentro ci trova una salma. Un’inaspettata sorpresa per Alfonso Ricigliano, proprietario di un bar e oggi pensionato, che aveva acquistato il loculo al cimitero di Piedimonte Matese, provincia di Caserta. E’ da qualche anno che Ricigliano prova a risalire alla famiglia del defunto per poter liberare il proprio loculo. Niente da fare, qualsiasi sforzo è stato finora vano e la salma resta al(l’)(im)proprio posto. E sì che di tempo ne è passato dal 1984, quando l’uomo acquistò per 800 mila delle vecchie lire la struttura funeraria presso la congrega Morte orazione di San Rocco.
La macabra scoperta risale al 2002, quando Ricigliano cercò di vendere il loculo, dopo aver realizzato nell’ala nuova del Camposanto la costruzione di una cappella in grado di ospitare la sua famiglia al completo. Trovato il compratore l'affare sembrava concluso; non restava altro che una visita in cimitero per constatare con mano lo stato della struttura. Qui l'incredibile scoperta: il loculo era occupato da una salma sconosciuta. Nessuna lapide, nessun dato anagrafico. Subito Ricigliano ha cominciato la ricerca della famiglia del morto ma la burocrazia e la carenza di dati lo hanno bloccato. Inutile, per Ricigliano, anche rivolgersi al sindaco di Piedimonte Matese la cui amministrazione nonostante l'impegno profuso non è riuscita a dare un nome al defunto "abusivo".
Il primo cittadino ha anche investito del problema la Procura della Repubblica sollecitando una indagine in merito per verificare eventuali responsabilità. Una inchiesta che dovrebbe partire proprio dall'atto privato di compravendita sul loculo stesso; un atto che appare illegittimo perché la legge consentirebbe solo il trasferimento della titolarità di una tomba, null'altro. Così, l’uomo ha giocato la sua ultima carta chiamando in causa nientemeno che Striscia la notizia. Nei giorni scorsi è arrivato a Piedimonte Maltese l’inviato Capitan Ventosa, l'inviato speciale di Canale 5 ascoltando prima le proteste di Ricigliano e poi i chiarimenti del primo cittadino di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello.
“Quando mi sono trovato di fronte a questa situazione, incredibile, ho contattato il priore Renato Civitillo della Congrega che all'epoca mi vendette il loculo. Spiegai a lui che la struttura era occupata da una salma senza nome. Il priore mi disse di rivolgermi al parroco, don Cesare Tescione, che a sua volta mi rimandò a don Alfonso Caso. Infine tutti e due parlarono con un altro parroco, don Antonio Sasso che scaricò ogni responsabilità precisando che la la Congrega fu riconfermata nel 1936 da un decreto di Benito Mussolini”. E per Ricigliano rintracciare il dittatore fascista non sarà proprio una cosa semplice.


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