Assolda un killer moldavo per uccidere due coniugi. In cambio una Mercedes usata

Risolto dopo un anno di indagini il giallo del duplice omicidio di Brusio (Svizzera). Marito e moglie furono massacrati a sprangate e colpi di pistola, lo scorso 21 novembre. I carabinieri del Nucleo investigativo di Sondrio hann chiuso le indagini con pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali e, in particolare, dopo l'analisi del traffico telefonico sulla fascia di confine fra Svizzera e Valtellina.
In carcere a Como e Monza sono stati rinchiusi Ezio Gatti, 41 anni, di Sondrio, ritenuto il mandante (comunque ha preso parte alla mattanza) e qualche piccolo precedente alle spalle, e il killer moldavo trentenne Ruslan Cojocaru, residente a Rimini, anch'egli con qualche pregiudizio di polizia. "Il valtellinese - ha spiegato il colonnello Pier Luigi Gabrielli, comandante provinciale dei carabinieri di Sondrio, affiancato dal capitano Pier Enrico Burri durante la conferenza stampa convocata nel pomeriggio per illustrare l'indagine coordinata dal procuratore Fabio Napoleone - ha assoldato l'extracomunitario con diverse centinaia di migliaia di euro e il regalo di una Mercedes di seconda mano".
Secondo la ricostruzione sono stati pagati centocinquantamila euro e una Mercedes pagati al killer per compiere un delitto imperfetto. Ma Ruslan Cojocaru ha lasciato la traccia del suo Dna sotto le unghie di Giampiero Ferrari, l'imprenditore che era stato incaricato di aggredire. La pista delle indagini, come era parso chiaro fin dall'inizio, ha portato infatti in Italia: Ferrari, commerciante di macchine per l'edilizia, e la moglie, pur avendo l'azienda oltreconfine, vivevano in Italia e avevano stretti rapporti di lavoro con imprenditori frontalieri. Al lavoro degli inquirenti italiani e svizzeri manca ancora un passaggio fondamentale: il movente del delitto. I carabinieri e la Procura di Sondrio parlano genericamente di questioni economiche, ma al momento non chiarite.


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