Varallo/ L'ultima trovata di Buonanno: cartelli in arabo per vietare burqa
Cartelli, tradotti anche in arabo, che vietano su tutto il territorio comunale di Varallo Sesia, nel vercellese, l'uso del burqa e del niqab perché impediscono o rendono difficoltoso il riconoscimento della persona. E' l'ultima trovata del sindaco del paese Gianluca Buonanno, deputato della Lega Nord, già noto alle cronache per altre iniziative, come le sanzioni per chi indossa burqini o quella di regalare un Crocifisso a tutti i residenti.
"Nella nostra città viviamo bene - spiega Buonanno - siamo cittadini ordinati e a posto e vogliamo mantenere questo trend. Questi cartelloni sono tesi sia a difendere gli extracomunitari presenti sia a far capire quali sono le regole". E oltre ai cartelli che dicono 'no' al burqa e al niqab ci sono quelli che ricordano il divieto di attività a 'vu' cumprà' e mendicanti.
Buonanno lancia anche l'idea di un "contratto", in inglese e arabo, da sottoporre agli extracomunitari residenti perché si impegnino a rispettare le regole, le leggi, la tradizione e la cultura di Varallo: solo se lo firmeranno potranno ricevere aiuti comunali, in caso contrario niente sussidi. Come spiega il sindaco, l'iniziativa è allo studio e potrebbe essere messa a punto già la prossima settimana.
"Chiediamo agli extracomunitari residenti di firmare questo 'contratto' che, solo se accettano il nostro modo di vivere e le nostre regole, gli darà diritto ad aiuti", spiega Buonanno. Al centro di questo 'patto' la legalità, il rispetto delle leggi, della tradizione e della cultura, del modo di vivere locale ma anche del Crocifisso nelle aule. Secondo il sindaco leghista, si tratta di una strada "per integrare ancora meglio. Noi in sette anni abbiamo aiutato oltre 500 extracomunitari. Qui il 5% degli immigrati assorbe il 50% degli aiuti comunali per buoni mensa, scuolabus o per pagare il metano. La vera integrazione è dove cerchi di dare una mano, ma se vengono troppi extracomunitari salta il meccanismo".
"E' un accordo per la vera integrazione e penso che nessuno avrà problemi a firmarlo - prosegue Buonanno - se qualcuno però non lo farà allora vorrà dire che non intende integrarsi, quindi, se chiederà al Comune aiuti economici non gli saranno dati". D'altra parte, precisa "gli aiuti li decide la Giunta. Il messaggio è questo: premesso che puoi professare la religione che vuoi e fare quello che credi, sappi che ci sono diritti ma anche doveri". Così facendo, conclude, "acceleriamo su quegli accordi di integrazione previsti dal 'pacchetto sicurezza'".



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