Usa, fotografa pazienti nude e le mette sul sito. Chirurgo plastico trascinato in tribunale

Mercoledì, 28 settembre 2011 - 14:00:37
Chirurgia estetica

Il peggior incubo, per chi prende la decisione di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica, è quello di mettere in mostra la parte del corpo meno amata, soprattutto prima della trasformazione. Ma ancora peggio è se questo diventa realtà come successo ad alcune donne di St. Louis, nello stato americano del Missouri. Le loro foto del prima e dopo, nude dal mento all'inguine, sono comparse online nel sito del dottore che le ha operate. Per questo cinque tra loro, unite sotto lo pseudonimo “Jane Doe”, hanno fatto causa al chirurgo che pare aver scordato il concetto di privacy.

FOTO PUBBLICHE – Il chirurgo plastico è una donna: la dottoressa Michele Koo, nota professionista, che presenta i suoi servizi anche sul suo sito internet, dove vengono lodati la sua "esperienza artistica" e la sua "attenzione per i dettagli" Per dimostrare ai potenziali clienti i favolosi risultati del suo operato, però, la dottoressa si sarebbe spinta un po' oltre e avrebbe pubblicato una copiosa gallery fotografica dei suoi interventi, con immagini scattate prima e dopo, a testimonianza sia di interventi estetici al seno, sia di liposuzioni localizzate su fianchi, addomi e glutei. Le foto, tutte tagliate all'altezza del mento per non mostrare il viso del paziente, nascondono però un'amara sorpresa. Sono state tutte pubblicate con nomi dei file caricati sul sito corrispondenti a quelli delle pazienti immortalate. Il che significa che andando su Google, nella ricerca immagini, e battendo nome e cognome delle operate, si risale immediatamente ai prodigi estetici sui loro corpi.

LA CAUSA – Per questo motivo, cinque delle donne lese hanno deciso di fare causa alla chirurga. Unite in una denuncia comune, nella denuncia depositata ieri al tribunale di St. Louis il loro avvocato spiega come le loro foto siano state usate anche anni dopo gli interventi subiti sia per il sito internet della dottoressa Koo, sia sui volantini pubblicitari con cui promuove i suoi servizi. Ledendo così la privacy delle cinque donne, appropriandosi indebitamente di questi materiali medici per fini pubblicitari, e causando imbarazzo, vergogna e umiliazione alle clienti.

 

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