Fanno sesso tutti, perché non i preti?
Di Giuseppe Morello
Ma sì, in una società in cui fanno sesso sfrenato un po' tutti davvero non si capisce perchè debbano essere i preti gli unici con il cerino in mano della castità, ultime e residuali sentinelle di una purezza ormai priva di senso. Tanto priva di senso che poi alla fine sono i sacerdoti stessi a violarla.
Non dovrebbe quindi fare scandalo la proposta di Monsignor Dante Lanfranconi, Vescovo di Cremona, che ha suggerito la possibilità di ordinare sacerdoti che siano sposati. La proposta di Lanfranconi in realtà più che una apertura al matrimonio per gli attuali sacerdoti è una apertura al sacerdozio per gli uomini già convolati a nozze, perché il vero problema della chiesa é la penuria di vocazioni.
Sia come sia, è forse il caso di superare la regola del celibato (che per altro non ha alcun fondamento dogmatico), primo perchè non rende i sacerdoti migliori (anzi in molti casi li peggiora), e poi perchè in un mondo che trasuda sesso (c'è sempre una Maddalena ad ogni angolo) si fa sempre più difficile, anche per un sacerdote, resistere alle tentazioni, e infatti molti non resistono, come ci raccontano le cronache.
E infine, vale un vecchio argomento: come fanno i scerdoti a svolgere il loro ruolo di pastori se non capiscono fino in fondo a i problemi di una coppia, visto che a loro questa esperienza è preclusa?
Vada dunque per il prete sposato, tanto più che non si vedono i vantaggi e il senso di una regola nata un migliaio di anni fa.
giuseppe.morello@affaritaliani.it



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