Uno studente su 5 è un bullo. Lo studio
Bullo, e per giunta omofobo: una somma di qualità negative che a quanto pare riguarda uno studente italiano su cinque. Un "esercito" potenziale di più di mezzo milione di adolescenti delle scuole superiori. Che prendono in giro, offendono, minacciano, picchiano, umiliano i loro coetanei che sono, o sembrano, omosessuali. Il dato emerge da un'indagine di Arcigay, la prima in Italia a dare un'idea del problema e della diffusione del bullismo omofobico, cioè motivato dal disprezzo nei confronti dell'omosessualità. 
L'associazione ha realizzato due ricerche: una, qualitativa, che ha messo in luce la gravità del fenomeno: questo tipo di bullismo riguarda una fascia di età dai 5 ai 25 anni, con un picco che va dai 12 ai 17 anni, il periodo - non a caso - nel quale avviene la formazione dell'identità sessuale e quindi si è meno propensi ad accettare chi risulta in qualche modo "diverso". Gli atti avvengono prevalentemente in classe, con o senza supervisione degli insegnanti, e l'offesa più diffusa è «frocio», seguita a distanza da «finocchio», «checca» e «ricchione». Come conseguenza delle aggressioni, la maggior parte delle vittime ha riportato disagio psicologico, insuccesso scolastico ed emarginazione. L'altra ricerca, quantitativa, ha coinvolto 863 studenti e 42 insegnanti di 20 scuole selezionate casualmente dall'anagrafe delle scuole statali del Ministero dell'istruzione.
Da questa indagine è emerso che solo un terzo degli studenti non ha udito nell'ultimo mese, a scuola, offese omofobe e prese in giro nei confronti di compagni maschi. Per uno studente su 5 queste espressioni fanno parte della vita scolastica quotidiana. Nello stesso periodo uno studente su 13 ha assistito almeno una volta ad aggressioni omofobe di tipo fisico (calci, pugni). Meno frequente il bullismo omofobico nei confronti delle femmine, verso le quali comunque i comportamenti più diffusi sono epiteti, prese in giro e dicerie. E gli insegnanti, come reagiscono a questi episodi? Sembrano poco o per nulla consapevoli di quello che accade nella classe. E quando se ne accorgono e decidono di intervenire, non sempre lo fanno a favore della vittima: secondo un quarto degli studenti interpellati, ci sono stati casi in cui il docente ha preso le difese dell'aggressore. La maggior parte degli studenti sono esposti ad atti di bullismo omofobico verbale, cioè offese e prese in giro. Circa metà riportano di aver utilizzato epiteti nei confronti di compagni ritenuti gay e circa un quarto li ha utilizzati nei confronti di una compagna che si pensava fosse lesbica.
Un totale di quasi il 20% degli studenti interpellati potrebbe rientrare nei criteri di bullo omofobo, avendo commesso almeno un comportamento di questo tipo con cadenza settimanale nell'ultimo mese. Considerando che gli studenti della scuola superiore sono poco più di 2,5 milioni, si può stimare che siano oltre mezzo milione i potenziali bulli omofobi. Circa il 4% degli studenti risulta vittima di bullismo omofobico nell'ultimo mese considerato, che rapportato alla popolazione scolastica globale porterebbe a oltre 100 mila le vittime. L'utilizzo di nuove tecnologie, come cellulari e Internet, non sono molto diffusi ma sono comunque presenti. Il bullismo verso i compagni omosessuali o presunti tali sembra diminuire con l'età (dopo i 15-16 anni c'è un calo) e avere una frequenza maggiore man mano che si passa dal nord al sud del Paese. Le aggressioni di tipo fisico, infine, sono più diffuse negli istituti tecnici che nei licei.



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