Un lettore: "Perché sulla nave nessuno ha fatto la cosa più logica, cioè buttare l'ancòra?"
Egregio Dott. Perrino,
Sono un Suo fedele lettore e mi complimento con Lei per il Suo giornale telematico. Mi permetto di disturbarLa per sottoporLe un mio pensiero che mi accompagna costantemente, da quando è successa la tragedia della Costa Concordia. Secondo la mia opinione, quale ingegnere e quale uomo di mare, la prima cosa da fare dopo il disastro, era di mettere in sicurezza la nave. Intendo dire, di assicurarla mediante le sue stesse ancore e con l'aiuto di cavi d'accaio allo scoglio che si trova ad una minima distanza. Un tanto per scongurare il pericolo incombente di un disastro ecologico, qualora lo scavo dovesse sprofondare.
Sinceramente non riesco a capacitarmi, come non si sia provveduto a quello che è il più banale e logico dei provvedimenti, ma ci si limiti a controllare i continui spostamenti dell'unità... Una nave del genere offre infiniti punti di ancoraggio sulla coperta, che opportunamente assicurai mediante catene e/o funi d'acciao, costitirebbero una certezza di stabilità, anche alla luce delle precarie condizioni atmosferiche previste. Mi auguro che Lei dia seguito a questa mia nelle opportune sedi.
Nel ringraziarLa per la Sua cortesia, Le porgo i miei più distinti saluti.
Massimo Picconi


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