Occupy Scampia, parte il twitter anti-clan. Pina Picierno: "Via la camorra, il territorio è nostro"

di Lorenzo Lamperti
Da Zuccotti Park alle Vele. Su Twitter nasce Occupy Scampia, la risposta al coprifuoco imposto dalla camorra nel quartiere di Napoli. Negozi chiusi alle 8, gente rinchiusa a casa la sera. "Ci vuole una rivoluzione delle coscienze", dice Pina Picierno, la parlamentare campana del Pd che ha dato il via all'iniziativa, che sceglie Affaritaliani.it per raccontare quello che sta succedendo: "Scenderemo in strada e andremo nei negozi. I clan ci imprigionano? E allora noi ci riprendiamo il territorio. Scampia non è loro, ma della gente perbene". Tantissimi i messaggi di risposta sul social network: "Non me lo sarei mai aspettato, è meraviglioso. Significa che tante persone non ne possono più e vogliono reagire". Che cosa deve fare lo Stato? "Polizia, forze dell'ordine, caschi blu dell'Onu. Deve imporre la sua presenza sul territorio. Noi siamo pronti a fare la nostra parte fino alle 5 del mattino".
L'INTERVISTA
Che cos'è l'iniziativa "occupy Scampia"?
"La cosa è nata ieri, dopo che ho letto sui giornali che a causa di una faida tra clan della camorra è stato imposto il coprifuoco e ai negozi viene imposta la chiusura alle otto di sera. Ho avuto conferma di quello che sta accadendo anche da tanti amici di Napoli: le persone vengono praticamente chiuse in casa. Vengono "invitate" a stare a casa la sera. Questo è l'atteggiamento tipico di chi è proprietario di un territorio e non è possibile che sia così. Per questo ho sentito l'esigenza forte di dire basta, perché Scampia non è cosa loro. Quel territorio è, fino a prova contraria, parte dello Stato italiano. Da qui il mio invito a occupare le strade".
Quale reazione c'è stata al tuo grido di battaglia?
"Ma guarda, Twitter è un mezzo incredibile. E' impressionante quanti messaggi ho ricevuto in poche ore e continuo a ricevere ogni minuto. C'è stata un sacco di gente che mi ha contattata per dirmi che c'erano anche loro pronti a scendere in strada. E in queste ore stiamo definendo un appuntamento per decidere che cosa fare. Il senso è questo: loro chiudono la gente in strada, loro impongono il coprifuoco? E allora noi occupiamo le strade, stiamo nei negozi e ci riappropriamo di quel territorio. Perché Scampia è della gente perbene".
Però il presidente della municipalità Angelo Pisani ha smorzato un po' la questione del coprifuoco dicendo che se la gente non esce non è perché glielo ordina qualcuno...
"Eh, va beh... Io non sono napoletana, sono casertana, però questa cosa mica succede in tutti i quartieri di Napoli, a quanto mi risulta. Dire che la gente non esce perché c'è la crisi economica non mi sembra una risposta. Basta leggere i messaggi che mi arrivano su Twitter. Tanti ragazzi mi raccontano che ci sono cancelli alle porte delle abitazioni alle Vele di Scampia e la gente non può uscire. Tutto questo non è normale per niente, è una situazione che grida vendetta. E' arrivato il momento di dire la nostra. Se i ragazzi di New York occupano Zuccotti Park noi occupiamo Scampia".
Ti aspettavi una reazione del genere alla tua proposta?
"Assolutamente no, e ne sono felicissima. Io l'ho buttata lì dopo aver letto quelle cose terribili, ma la risposta è stata davvero sorprendente, meravigliosa. Significa che c'è tanta gente che ha voglia di reagire e di dire basta alla camorra. Quel territorio non può più essere abbandonato".
C'è chi chiede l'intervento delle forze dell'ordine e dei caschi blu dell'Onu. Sei d'accordo?
"Di sicuro. Caschi blu, polizia, forze dell'ordine... tutto quanto è necessario per dimostrare che lo Stato in quel territorio c'è. Non è più tollerabile quello che succede a Scampia o a Melito, che il centro della faida in questi giorni. Bisogna riaffermare con forza la presenza dello Stato. Ma alla base c'è bisogno di una presenza forte della società civile. Abbiamo bisogno di una rivoluzione delle coscienze e di dimostrare che c'è tanta gente perbene che non è vero che se ne sta a casa ed è pronta a stare in giro fino alle cinque di mattina".


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