Società/ Agli italiani piace il turismo responsabile
Gli italiani sanno cos'è il turismo responsabile e sono interessati a sperimentarlo. E' quanto emerge da un’indagine condotta, su 1000 persone, dall’Istituto nazionale ricerca turistica e Centro internazionale di studi sull’economia turistica. I dati stati presentati pochi giorni fa a Torino, nell’ambito della due giorni dedicata al turismo responsabile. 
L’indagine è stata illustrata da Katia Bouc del Cisv. Ha già sentito parlare di turismo responsabile oltre il 52,3% del campione, in prevalenza chi ha meno di 35 anni o più di 55, donne, single, con un titolo di studio elevato e occupati, il 30% di chi vive sud e isole, il 29% di chi vive a nord ovest. Internet, media cartacei, tv, poi da amici, conoscenti, radio i mezzi da cui hanno ricevuto informazioni. Per la maggioranza (72%) si tratta di un turismo che rispetta e fa conoscere la natura, per il 49% è uno scambio con la popolazione locale, per il 41% è partire con operatori che sostengono le associazioni locali; per il 17% è viaggiare in modo economico, per il 19% è fare volontariato, per il 20% viaggiare in piccoli gruppi. E gli italiani intervistati si sono detti disponibili a sperimentare questa nuova forma di turismo: il 61% “abbastanza" e il 23% ”molto”.
“Percentuali che sommate danno più dell’80%. - commenta Katia Bouc - Quindi l’interesse c’è e va approfondito”. I più interessati hanno fra i 25 e i 44 anni o sopra i 65, sono prevalentemente donne, single o coppie senza figli, con diploma superiore o laurea. Il 54% di chi non ha mai partecipato a un viaggio di turismo responsabile adduce la mancanza di informazioni come spiegazione il 19,5% per prezzo troppo elevato, il 6,2% “perché non sentirei sicuro”, per il 4,7% per mancanza di comfort. Gli intervistati vorrebbero ricevere più informazioni su internet (75%), giornali, riviste, tv (60%), agenzie di viaggio (55,1%), associazioni (20%). Chi, invecei non ne ha sentito parlare, dichiara di poter essere indotto a farlo per la trasparenza sul prezzo (58%), impegno su sicurezza (56%), marchio di qualità (36,9%), informazioni dettagliate sulle formule di viaggio.
“Una ricerca in Italia di questo tipo non era mai stata effettuata - ha concluso Katia Bouc – è un primo grande passo”. La giornata di oggi si è aperta con un workshop rivolto agli operatori turistici e dedicato alla responsabilità sociale d'impresa, con l’esempio di alcune buone pratiche locali: dal progetto Teranga della Città di Torino allo standard di qualità di AITR, illustrato dall’agenzia Viaggi Solidali. Nella seconda giornata i relatori, tra cui Claudio Visentin dell'Università della Svizzera Italiana, Monsignor Mario Lusek della CEI e il neo ministro Vittoria Brambilla, analizzeranno diversi aspetti del turismo responsabile. Presentati il kit educativo TRES, l'iniziativa di co-sviluppo “Fondazioni4Africa - Senegal” e proposte di viaggi responsabili e solidali, tra cui i progetti di cooperazione decentrata sviluppati tra Piemonte, Serbia e Senegal.



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