Tumore da fumo passivo, condannato datore di lavoro
Il tribunale francese ha condannato un datore di lavoro per aver permesso che un impiegato fosse esposto al fumo passivo per anni, ammalandosi poi di un cancro al polmone che lo ha costretto ad un intervento per l'asportazione della parte malata. Per la prima volta nel Paese si è riconosciuto, quindi, un legame tra l'esposizione alla 'sigaretta degli altrì e il tumore polmonare.
Una vittoria, secondo l'associazione d'oltralpe "Diritti dei non fumatori", soddisfatta però a metà, visto che l'indennizzo deciso è simbolico, lontanissimo dai risarcimenti milionari 'made in Usà: 3.500 euro per il danno subito e 500 euro per spese legali. La sentenza, emessa nei giorni scorsi dal tribunale amministrativo di Tolosa, riguardava un insegnante, oggi in pensione, impiegato alla Scuola nazionale di Architettura di Tolosa (Ensa), struttura che ha dovuto pagare il mini risarcimento.
"Sono contento - ha spiegato l'insegnante - che sia stato riconosciuto il legame della malattia con il fumo passivo. Ma l'indennizzo stabilito è vergognosamente ridicolo", dice ricordando di aver lavorato 30 anni nell'edificio dove, a volte, l'allarme antincendio si attivava per il troppo fumo di sigaretta.



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