Salute/ Il tumore al pancreas si "brucia" in 30 minuti. Sandro Rossi, autore dell'intervento, ad Affari: "Con la tecnica percutanea si elimina il 15%di mortalità"
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Il tumore è "bruciato". In appena trenta minuti, con un ago che buca il tumore e il calore dell'energia elettromagnetica che lo distrugge. Per la prima volta nella letteratura scientifica un intervento eccezionale al Policlinico San Matteo di Pavia, dove in tre sedute con tecnica mini-invasiva è stato trattato e risolto un tumore endocrino del pancreas in un'anziana paziente.
Termoablazione del tumore del pancreas per via percutanea, si chiama in termini tecnici. Ed è la prima volta per via percutanea. Mezz'ora in tutto per guarire dal tumore, grazie ad una tecnica soft. Il tumore, nella donna, aveva raggiunto la dimensione di 2 centimetri ed è stato completamente distrutto. Un nuovo passo avanti nella cura dei tumori. Affariitaliani.it ha intervistato il professor Sandro Rossi, direttore della Struttura di medicina VI ed ecografia interventistica e autore dell'intervento. Pioniere assoluto di questa tecnica, è noto in tutto il mondo.
La differenza rispetto a prima è chiara: "In caso di tumori come questi - spiega Rossi - la cura è rappresentata dall'asportazione chirurgica della testa del pancreas. Con una mortalità del 10-15 per cento. Su cento pazienti ne muoiono 10-15 dopo l'intervento. La termoablazione potrebbe evitare complicanze così gravi. ".
La paziente che ha subito l'intervento ora sta bene, la guarigione è completa e i valori ematochimici precedentemente anormali sono tutti rientrati nella norma. D'altra parte, non va dimenticato che l'intervento chirurgico al pancreas è l'operazione addominale in assoluto più complessa, poiché il pancreas è un organo localizzato profondamente nell'addome su cui è difficile agire.
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L'INTERVISTA
Allora, professor Rossi. E' soddisfatto?
"Voglio subito precisare un aspetto. Io non ho parlato del carcinoma del pancreas, che è il tumore più frequente, mortale in pochi mesi ma di un tumore neuroendocrine che è molto meno aggressivo".
Ci spieghi, qual è il passo in avanti fatto con questo intervento?
"La questione è della fattibilità tecnica della terapia. Io ho dimostrato che è possibile utilizzare la via percutanea per eseguire la termoablazione di tumori anche per il pancreas. Verificheremo se in un futuro la tecnica potrà essere applicata anche ad altri tumori del pancreas in pazienti in cui non ci sono le prospettive di un intervento chirurgico".
Che tipo di tumore ha curato?
"Un tumore neuroendocrino, che ha una scarsa malignità. In una paziente in cui non poteva essere trattata chirurgicamente. "
Nello specifico, quale tecnica è stata applicata?
"Una tecnica che ho messo a punto ed introdotto nella pratica clinica 20 anni fa per il tumore al fegato, già applicata in seimila pazienti per fegato e polmoni. La novità è che ora è stata applicata per la prima volta per un particolare tumore del pancreas".
Un'operazione innovativa, visto che l'operazione per il tumore al pancreas è l'intervento di chirurgia addominale in assoluto più complessa.
"Si, è così. E' un applicazione percutanea su un organo profondo, molto difficile da fare, e che può avere un utilità in alcuni casi in cui l'operazione al pancreas non si può fare. Per cui risulta molto efficiente. Ho dimostrato che la tecnica può essere applicata non solo sul fegato, ma anche sul pancreas".
Come funziona l'intervento?
"Si fa un'anestesia locale sulla pelle, con la guida ecografica si guida la punta dell'ago dentro il tumore. A questo punto si eroga un'energia elettromagnetica che è la radiofrequenza. Questa produce calore attorno alla punta dell'ago e distrugge il tumore".
Su quali organi è già stata utilizzato il trattamento per via percutanea?
"La radiofrequenza è ormai molto diffusa. Fegato, rene, polmone, osteomi osteoidi dell'osso. Sul pancreas è stata utilizzata durante l'intervento chirurgico ma non per via percutanea perché è particolarmente difficile. Sono necessari altri studi per capire qual è l'efficacia di questa tecnica su altri tipi di tumori del pancreas".
Qual è il vantaggio della tecnica fatta da lei?
"La vera innovazione è che la termoablazione potrebbe essere applicata a pazienti che non hanno possibilità di trattamento chirurgico ".
Tre sedute di 10 minuti l'una e il tumore viene bruciato
"Si, il tumore è stato distrutto completamente. E le sedute sono state tre perché era particolarmente difficile. Ma la seduta può essere anche una sola in casi più semplici".
Quanto tempo passerà perché con questa tecnica si curino anche tumori maligni?
"Ci vogliono studi e intanto sarebbe utile che fosse fatto da diversi centri, con consensi di tutte le parti. Non è una cosa che può fare una persona da sola. E ci vogliono risorse economiche".
Benedetta Sangirardi



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