Trieste, sequestrato un arsenale da guerra
di Lisa Sommacale
Sembrava un semplice furgone per il trasporto di materiale elettrico per l'edilizia, ma al suo interno nascondeva un vero e proprio arsenale di armi pesanti ed esplosivo perfettamente funzionanti: 15 kalashnikov, 4,3 chilogrammi di esplosivo al plastico ad alta potenzialità, un fucile mitragliatore, 19 pistole, un fucile di precisione dotato di silenziatore e gruppo ottico - in grado di colpire obiettivi a lunga distanza - e più di settecento proiettili. "Armi da guerra a tutti gli effetti", tiene a precisare il Tenente Colonnello Carmine Virno, "tra cui un fucile in grado di colpire una persona fino a due chilometri di distanza e una quantità di esplosivo ad altissimo potenziale distruttivo". "Basti pensare", prosegue, "che per far esplodere un'auto blindata ne basta un centinaio di grammi. Noi ne abbiamo sequestrati 4,3 chili".
Nei giorni scorsi tale furgone stava attraversando il confine di Stato nei pressi del valico di Fernetti, dove è stato fermato e perquisito dai finanzieri del Comando Provinciale di Trieste. L'operazione, denominata per la sua pericolosità "Maximum Risk", ha permesso di scoprire e interrompere un canale di approvvigionamento di armi pesanti provenienti dai territori della ex-Yugoslavia.
In manette il trafficante-trasportatore, un trentaduenne di origine slovena. Ora resta da chiarire, dove, a chi, e a quale scopo fosse esattamente destinato tale arsenale da guerra. "Molto probabilmente ad un'organizzazione specifica", conclude il Tenente Colonnello Virno, "ma si tratta di indagini molto delicate. Pertanto, al momento, non escludiamo alcuna ipotesi".


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