Treviso/ Baby spacciatori e baby gang. Ecco il fenomeno più diffuso in Italia
Baby spacciatori, baby clienti, nuove droghe: è un dipinto a tinte fosche quello relativo al rapporto tra giovani e droga nella provincia di Treviso. È per questo che l'amministrazione provinciale ha deciso di organizzare il convegno dal titolo ''La diffusione delle sostanze da sballo tra i giovani - Analisi e proposte''. L'incontro, organizzato in collaborazione con il Centro studi criminologici, si svolgerà al Park hotel Villa Fiorita di Monastier. 
A presiedere i lavori sarà il Procuratore Capo della Repubblica di Treviso e direttore del Csc, Antonio Fojadelli. In attesa dell’apertura dei lavori, il presidente della Provincia, Leonardo Muraro, mette già sul piatto alcuni temi caldi, facendo riferimento anche a un recente caso di cronaca avvenuto proprio a Treviso: “Baby spacciatori che vendono ecstasy e cocaina a scuola, una ragazzina di 15 anni che pur di avere droga ruba gioielli e soldi dal bancomat della madre: questo non è un film, ma una realtà vissuta anche con dolore da alcune famiglie trevigiane. Comunque un’emergenza sociale, che deve essere affrontata”.
Si tratta dunque di avviare un lavoro di sinergia, che veda le istituzioni al fianco delle famiglie nella lotta al disagio: “Serve un programma serio, condiviso, articolato in azioni di informazione/formazione e di contrasto e repressione nei confronti dei comportamenti scorretti”. E lancia un monito contro la criminalizzazione delle agenzie educative: “Smettiamo di sminuire la valenza e la responsabilità sociale del fenomeno e rimbalzare colpe e responsabilità a genitori che lavorano o a insegnanti impotenti.
Non è la quantità di tempo che si trascorre con un figlio o un allievo a determinarne l’educazione e la formazione, ma la qualità dell'attenzione che gli viene dedicata”. In conclusione, secondo Muraro “bisogna mettersi nell’ottica che i nostri giovani sono bersagliati da numerosi input e falsi stereotipi dall’esterno che non raccontano la favola di Cenerentola, ma drammatiche storie di trasgressione e ribellione. Quanto accade è dovuto senz’altro in parte anche alla progressiva delegittimazione delle istituzioni e della disciplina in generale”. Il rimedio? Il presidente ne individua subito uno: “Federalismo subito, significa avere più risorse da investire localmente in azioni e servizi a favore della famiglia, per sostenere progetti a supporto delle forze dell’ordine, per appoggiare associazioni volontarie nel difficile compito di contrastare il dilagare delle trasgressioni dei giovani come l’abuso di droga o alcol”.



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