Tratta di esseri umani, la terza fonte di reddito per i criminali
La tratta di esseri umani è in Italia, secondo i dati del ministero dell'Interno, la "terza fonte di reddito per le organizzazioni criminali", seconda solo ad "armi e droga", è un fenomeno "gigantesco e poco osservato, una vera e propria nuova schiavitù davanti alla quale non dobbiamo voltare lo sguardo ma agire". 
È questa la fotografia che emerge dalla relazione sulla tratta del Comitato parlamentare per la sicurezza (Copasir) guidato dal senatore democratico Francesco Rutelli che ha consegnato il documento ai presidenti delle Camere e oggi l'ha presentato alla stampa, spiegando i numeri del fenomeno, i contorni e le nove proposte operative del Comitato, tra cui l'introduzione del reato di "danneggiamento, soppressione, occultamento, detenzione, falsificazione e procacciamento di documenti di identità e viaggio" allo scopo di facilitare o effettuare la tratta.
Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni sono circa 1 milione gli esseri umani trafficati ogni anno nel mondo, 500mila solo in Europa. Per l'Organizzazione internazionale del Lavoro sono 12.300.000 le persone sottoposte a sfruttamento lavorativo e sessuale (di cui ogni anno 800mila sono trasportate fuori dal loro paese): l'80% sono donne e ragazze, piu' del 50% sono minorenni. In Italia tra lavoro nero, accattonaggio, prostituzione sono decine di migliaia gli esseri umani vittime di questo fenomeno che vede la criminalità italiana coinvolta soprattutto a livello di logistica. Nel 2007 nel nostro paese sono state 1.267 le denunce per riduzione in schiavitù, 108 quelle per acquisto di schivi, 645 quelle per sfruttamento della prostituzione minorile, 278 quelle per tratta di persone, 1.770 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (2.183 nel 2008). Tra il 2003 e il 2005 èp salito del 143% il numero di persone denunciate per acquisto e alienazione di schiavi.
La quantificazione economica del fenomeno, sottolinea Rutelli, "riguarda cifre enormi, si tratta di una dinamica che va affrontata non con le buone intenzioni ma con una rete rapida, flessibile e incisiva di contrattacco". La relazione del Copasir sottolinea, in particolare, i flussi di denaro riconducibili alla Cina come "humus ideale per le attivita' migratorie illegali e la tratta di esseri umani".
L'Italia, spiega Rutelli, "è un paese particolarmente vulnerabile perchè luogo di transito di forti flussi migratori. Quello della tratta è un problema umanitario e di sicurezza di prima grandezza". Di qui le nove proposte del Copasir che, innanzitutto, auspica sforzi maggiori del governo in materia di cooperazione internazione e accordi tra polizie. L'accordo Libia-Italia viene addotto come "importante terreno di verifica". Oltre alla formazione di chi contrasta il crimine si chiede anche la creazione di un Organismo ad hoc per la raccolta dati e l'integrazione dei protocolli d'intesa tra direzioni distrattuali antimafia e procure della Repubblica. Due gli interventi normativi proposti: uno per estendere il rilascio del permesso di soggiorno ai fini di ricongiungimento familiare alle vittime di tratta e l'altro per l'introduzione di un reato per punire chi compie atti illeciti con documenti di identita' ai fini della tratta. Sotto il profilo delle attivita' di Intelligence il Copasir si chiede il rafforzamento dell'attivita' preventiva da parte degli organismi competenti



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