Tarantini/ "Per Silvio sono un Ruby-bis". E ai festini di Arcore la Minetti sexy suora

Venerdì, 9 settembre 2011 - 16:32:00

CASO RUBY
"Minetti suora sexy ad Arcore". Spunta una nuova testimone dei festini del premier

______________________
______________________

L'ANALISI

Paese depresso, ma non "di merda". Di Giovanni M. Ruggiero

---------------

ECCO IL MEMORIALE INTEGRALE DI GIANPAOLO TARANTINI (Pdf)

------------------

LE CARTE

Tarantini intercettato parla di Berlusconi e dei soldi alle ragazze delle feste: "Il Capo sta cacato nelle mutande". "Metterlo in ginocchio", "andargli addosso", "tenerlo sotto pressione". E il premier: "Me ne vado da questo paese di m..."


 

ISPETTORI A NAPOLI - Il Ministro della giustizia valuti se non sia doveroso avviare un'ispezione sulla fuga di notizie che ri
guarda la telefonata fra il Presidente del consiglio e il faccendiere Walter Lavitola, sulle informazioni sommarie rese dalla segreteria del presidente Marinella e su quelle rese dall'avvocato di Tarantini, Giorgio Perrone. Lo chiede il Pdl, con un'interrogazione urgente a firma Manlio Contento ed Enrico Costa. Una richiesta che parte innanzitutto dalla constatazione che per l'ennesima volta vengono pubblicati dai giornali atti di indagine, ma anche dal fatto che nel caso specifico, questi atti non risultano depositati, e sono dunque solo nella disponibilità dell'ufficio che procede. Senza tralasciare il fatto che ciò che è stato pubblicato appare come un'estrapolazione parziale di contenuti, tale da indurre a pensare ad una fuga di notizie per danneggiare la vittima delle condotte contestate, e cioe' lo stesso Silvio Berlusconi

TARANTINI DAI MAGISTRATI - Novantacinque pagine. Tarantini, travolto dal caso escort racconta molte cose nell'interrogatorio sostenuto nel carcere di Poggioreale. Il verbale è stato depositato agli atti dell'inchiesta, la moglie Angela Devenuto detta Nicla e il faccendiere Valter Lavitola indagati di estorsione ai danni del premier. Tesi che i coniugi Tarantini, alle domande dei magistrati, escludono. Non altrettanto possono dire dell'ex amico. "Lavitola sì, forse lui usava me per ricattare Berlusconi", sostiene Gianpi. È una dichiarazione importante per lo sviluppo dell'indagine. È lo stesso Lavitola che Tarantini bolla come "un pazzo", "uno psicopatico", "folle e spregiudicato", "invadente, prepotente". Ancora: uno che "dice fesserie", ma anche "di avere rapporti con la Cia". Persino con Berlusconi, Lavitola "era prepotente, pressante, perché si rivolgeva in maniera... diretta". Per esempio, così: "Senta, dottore, a Tarantini servono 500mila euro per un'attività". Eppure, di Lavitola il Cavaliere diceva ai Tarantini: "Fidatevi di lui, chiedete quello che volete. Rivolgetevi a Valter per qualsiasi problema e starete tranquilli".

SISTEMARE I PROCESSI- "Presidente, non riusciamo a sistemare anche qualcosa di mio sui problemi che ho tra Procura, fallimento, indagini, cose...?". Arcore, marzo 2011. Giampaolo Tarantini rivede il premier Silvio Berlusconi. Sono trascorsi due anni dallo scandalo di Bari e nuovi atti sono in arrivo dal capoluogo pugliese. Un'inchiesta esplosiva che, a suo dire, diventerà "il caso Ruby 2". "Devo dire di Berlusconi, sì, ci sono cose (a Bari, ndr) che lo compromettono. Perché vederlo uscire sui giornali con ragazze che... Punto e accapo, Ruby 2, certo che non è piacevole per lui, la causa sono stato io".

 

 

D
Patrizia D'Addario

Tutte le donne del Presidente/1
LE IMMAGINI

«PER BERLUSCONI HO SPESO L'IMPOSSIBILE» - Altri particolari emergono poi dalle dichiarazioni di Tarantini nell'interrogatorio di garanzia dello scorso 3 settembre. «Io non avevo il coraggio di chiedere soldi a Berlusconi, fosse anche mille euro per mangiare» assicura l'imprenditore. Sarebbero state le sopravvenute difficoltà economiche a indurlo a farlo. «Berlusconi mi ha conosciuto come persona brillante, una persona che non ha mai chiesto niente - racconta l'imprenditore -. Anzi... credo che sarà evidente dalle intercettazioni sul caso escort, che io per Berlusconi ho speso l'impossibile senza nulla chiedere in cambio in quel momento, perché non avevo problemi, non avevo necessità, non avevo bisogno di niente».

LA BATTERIA DEL CELLULARE - Nello stesso interrogatorio, Tarantini racconta anche che, quando si recò a Arcore per incontrare Berlusconi, tolse la batteria dal cellulare per evitare di essere individuato. A suggerirgli questa cautela fu Lavitola, che partecipò all'incontro insieme con l'imprenditore e con la moglie di quest'ultimo Nicla. «È una domenica di marzo e credo che dalle intercettazioni telefoniche si possa vedere - dichiara Tarantini -. Atterriamo a Orio al Serio alle nove, la mattina alle nove, stacchiamo la batteria, lui (Lavitola, ndr) arriva con un altro aereo da Roma... a Milano Linate, arriviamo e stacchiamo la batteria a Bergamo noi, lui non so se stacca la batteria, arriviamo a Arcore e dopo una mezz'oretta, le dieci e mezzo-undici ci riceve il presidente del Consiglio. Io non vedevo il presidente da due anni, ero straimbarazzato, credo mi sia anche commosso in quell'occasione...».


LE IMMAGINI


 PROTESI ORTOPEDICHE - Tarantini indica anche, nello stesso interrogatorio del 3 settembre, la destinazione dei 500 mila euro elargiti da Berlusconi (ma trattenuti poi in gran parte da Valter Lavitola): impiantare una produzione di protesi ortopediche all'estero e venderle attraverso la rete dei suoi collaboratori pugliesi. Ecco come l'imprenditore ricostruisce il suo arrivo ad Arcore a bordo di una Mercedes noleggiata e il suo incontro con Berlusconi: «Ci porta con questa Mercedes nera alla corte di Arcore. Il cameriere ci fa entrare, ci dice: 'Un attimo!', ci fa entrare nel salottino, dopo venti minuti, mezz'ora, dieci e un quarto, dieci e mezza, arriva Lavitola. Nel contesto, parlando con Lavitola: "Guarda, Valter, allora...". "Gianpaolo, digli che vuoi fare questa attività!". "Io no, mi vergogno". "Non ti preoccupare, i soldi li chiedo io, li chiedo io!". Lavitola diretto, dopo i saluti, dice: "Senta dottore - perché‚ lui gli dà del dottore - Tarantini siccome queste cose non riesce a farle ha bisogno di 500 mila euro per iniziare un'attività all'estero... Diretto! cosa che io non riuscirei mai a fare».

NON E' RICATTABILE- "Mi creda, Berlusconi da Tarantini Gianpaolo non è assolutamente ricattabile. Ma non lo potrà mai essere perché io ho fatto 600 ore di interrogatorio nelle quali in 200 ore capitava sempre il nome di Berlusconi". Così l'imprenditore Gianpaolo Tarantini ribadisce, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, di non aver mai estorto danaro al premier per la vicenda delle escort.

"Io ho sempre detto, perché è vero - ha aggiunto - che Berlusconi non c'entra niente e lui non mi ha mai chiesto niente. Le escort le pagavo io, l'ho sempre detto". "Ma finché dura il processo può sempre modificare...", rileva il pm ipotizzando un intento estorsorio.

Tarantini: "Dottore, io domani mattina vado a Bari, impazzisco e dico: "Senti, Berlusconi pagava...sapeva che pagavo le donne, lì girava la droga me la dava pure lui. Noi facciamo questa ipotesi... Sono stato intercettato per 24 ore, sapevano tutto di me, cioè avevano la radiografia i finanzieri, tutto ma tutto! Avevo le microspie nella macchina, le microspie in bagno, nell'ufficio, le telecamere nell'ufficio, le telecamere in via del Plebiscito mentre entro a Palazzo Grazioli, le telecamere dentro l'hotel, sapevano tutto di me. Hanno anche usato un sistema MDA, MDE che usano per i mafiosi. Non hanno mai mai trovato... quindi se io facessi una dichiarazione del genere sarebbe assolutamente impossibile".

"Il mio è solo un fatto psicologico, che se io perdo l'indagine con Berlusconi, Berlusconi mi dimentica. Ma non perché sia ricattabile, non l'ho mai pensato ne' l'ho mai detto e non lo farò mai".

NICLA TARANTINI: MIGNOTTE A CENA DA BERLUSCONI A SUA INSAPUTA- Alle cene da Berlusconi Tarantini portava sue amiche, anche personaggi del mondo dello spettacolo. Ma "in mezzo a queste sono capitate delle mignotte: lui (Tarantini, ndr) è stato superficiale". Così "Nicla", Angela Devenuto, moglie di Gianpaolo spiega ai magistrati la vicenda delle escort.

"Il presidente - afferma Nicla - è una persona che gli piace fare le cene. Io non ci andavo perché ero incinta, avevo una pancia così e a casa del presidente c'erano sempre belle ragazze, mi vergognavo. Quindi ad alcune cene e e alcuni pranzi ci sono andata, poi non ci sono più andata, aspettavo la mia seconda figlia. Allora lui portava delle amiche, ma delle amiche, ci sono nei verbali di Bari, gente che erano delle ragazze normali, che facevano lavori comuni, oppure, che ne so, gente anche amiche dello spettacolo, che ne so, la Manuela Arcuri, all'epoca in cui la conosceva. Più lui, perché io stavo sempre a Bari a fare la mamma, lui invece per lavoro andando a Roma e a Milano era più addentrato in questo settore".

"In mezzo a queste - ha aggiunto - ci sono capitate delle mignotte. Lui è stato superficiale. Questa storia è uscita e lui se ne è assunto le responsabilità. Il presidente se avesse solo, per come lo conosco io, questa è la mia opinione, solo lontanamente fiutato una D'Addario in casa sua, ma gli avrebbe dato un calcio in culo a lei e a lui".


TELEFONI SPENTI AD ARCORE- Tarantini ai magistrati svela un altro dettaglio: prima di entrare ad Arcore tolse le batterie dal cellulare per non essere intercettato né individuato dalle celle. "È una domenica di marzo e credo che dalle intercettazioni telefoniche si possa vedere. Atterriamo a Orio al Serio alle nove, stacchiamo la batteria, lui (Lavitola, ndr). Lui non so se stacca la batteria, arriviamo a Arcore, dopo una mezz'oretta, lui ci riceve".

daddario aeroporto (1)
Le donne del Presidente/ 2
LE IMMAGINI

BERLUSCONI AVVERTI' LAVITOLA- Stando a quanto pubblica il settimanale "L'Espresso", Silvio Berlusconi consigliò a Valter Lavitola attualmente latitante all'estero, di non rientrare in Italia. Lavitola, secondo quanto ricostruisce l'articolo, il 24 agosto era a Sofia "per concludere affari per conto di Finmeccanica" e lì viene a sapere dell'inchiesta a suo carico aperta dalla procura di Napoli. La latitanza di Lavitola, si legge, è cominciata "forse per coincidenza, dopo aver parlato al telefono proprio il 24 agosto scorso con Silvio Berlusconi, che già in quel momento sembra essere a conoscenza del lavoro riservato dei pm napoletani e della richiesta di arresto che avevano presentato al gip Amelia Primavera".


Barbara Montereale foto inedite 3

Barbara Montereale
GUARDA LA GALLERY

Nella telefonata, Berlusconi dice a Lavitola di "stare tranquillo" e gli espone quella che di fatto sarà poi la sua linea difensiva. Nel corso della telefonata, poi, Lavitola chiede a Berlusconi: "Che devo fare? Torno e chiarisco tutto?". Berlusconi risponde: "Resta dove sei". Già pochi mesi fa, si legge, Lavitola si era rifugiato a Panama dopo avere saputo dell'arresto di Luigi Bisignani per l'inchiesta sulla P4: lui stesso ammette, parlando con la moglie di Tarantini, di avere responsabilità penali in questa storia collegata a Finmeccanica. E anche dopo la telefonata con Berlusconi i piani di viaggio dell'ex direttore dell'"Avanti" cambiano improvvisamente. Organizza la fuga, cercando, scrive ancora 'L'Espresso', la meta più ostica per la giustizia italiana: il Brasile. Lui aveva già in tasca un biglietto per Roma, destinato a non essere usato perché compra di corsa un volo per il Paese sudamericano.

GHEDINI SMONTA IL CASO: NON AVVERTI' NESSUNO- "Con reiterate violazioni del segreto e comunque con violazione del divieto di pubblicazione, continuano ad uscire dalle indagini in corso a Napoli notizie ed atti, addirittura a volte in tempo reale rispetto agli accadimenti stessi. La notizia apparsa sul sito dell`Espresso che il Presidente Berlusconi avrebbe detto al Lavitola di non tornare è del tutto assurda ed infondata". Lo dichiara Niccolò Ghedini, parlamentare Pdl e legale del premier.

 

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Terremoto/ Scossa di magnitudo 4 in provincia di Modena
Siria/ Russia: il massacro di Hula va condannato ma vanno dimostrate colpe
Cannes/ Palma d'Oro ad "Amore" di Michael Hanele
Cannes/ Gran Premio a Loach, Reygadas premiato come miglior regista
Cannes/ Il Grand Prix a Reality di Matteo Garrone
Siria/ Obama: la strage di Hula vile testamento di un regime illegittimo
Milano/ DomenicAspasso, controllati 1150 veicoli: 310 le multe
Lega Nord/ Piasente nuovo segretario Friuli Venezia Giulia
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Non aspettare!

Cerca subito tra migliaia di immobili in vendita e in affitto
Inizia da qui

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso