Tragedia Costa Concordia e sicurezza in navigazione. Lettera aperta a Passera e Clini

Domenica, 22 gennaio 2012 - 13:04:00


Viaggio spesso su navi in tratte marittime e sono assai sorpreso ma anche preoccupato nell’osservare su Internet le foto squarcio di lamiere lacerate inerenti la tragedia Costa Concordia. Non è mio intento, entrare nel merito alle colpe o discolpe del Comandante che neppure conosco ma, soltanto tentare di dare eventuale modestissimo contributo sulla sicurezza in navigazione acchè mai più nel futuro, avvengano consimili tragedie.

Nella tragedia Titanic, circa un secolo fa’, eravamo ancora lontani da alte tecnologie costruttive e da resistenti metalli, ovvero materiali che oggi, assolutamente, non dovrebbero neppure scalfirsi e quantomeno nella parte bassa d'una nave di così tali dimensioni e pertanto, viaggiare in totale sicurezza per le vie del mare anche in presenza di eventuali e possibili errori umani e/o di avarie in meccanismi di bordo, soprattutto perché resta inconcepibile spendere miliardi nella coreografia per risparmiare sulle strutture di sicurezza. A

mio parere tecnico, la tremenda tragedia Concordia scaturisce anche dalla poca attenzione tecnico-costruttiva nel realizzare la chiglia e carena Nave divenuta vulnerabile al fondale roccioso che, per quanto duro e comunque non come fosse diamante, mai e poi mai, avrebbe dovuto squarciare in tal maniera se vi fossero stati impiegati spessissimi dupli strati (vedi tecnologia dupli strati “navicelle spaziali”, “guard-rail) di lamiere in metallo acciaioso con altresì, anche intercapedini pluri camere da impedire in maniera assoluta, squarci tali da infiltrare acque nelle parti interne Navi e conseguenti fuoruscite di materiali inquinanti.

Anche per la parte elettrica, soprattutto illuminante, nutro dubbi sul come non vi siano multi impianti autonomi e sul come possano rendersi vulnerabili in presenza di cavi e strumentazioni alloggiati, altresì incassati in sicurezza estrema da fattori incidentali. Anche l’assenza dell’energia elettrica illuminante, nel caso in oggetto è stata di fondamentale tragedia in analogia con l’imbarco acqua e fermo restando valutazioni altre sulla variata rotta (già di tacita consuetudine e di buon sponsor). Spero che quanto da me evidenziato, possa meglio far capire quanta importanza ha, l’affidabilità tecnologica (per così come avviene per le auto F1) d’una mega Nave di tal portata, corazzata da totale sicurezza sulla vulnerabilità piuttosto che contare totalmente sulle professionalità umane che, per quanto profetici e bravure, non hanno di certo “bacchette magiche”.

Cordialmente,
geom. Salvatore Baldarotta, Trapani



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