Maturità/ Traccia del tema dell'esame di Stato socio-economico: La ricerca della felicità
Ambito socio – economico:
La ricerca della felicità. Nessuno può violarci il diritto di essere felici
I testi proposti fanno riferimento all'altricolo 3 della Costituzione, alla dichiarazione di indipendenza Usa, al sociologo polacco Bauman e a Pellizzari.
Cita anche un articolo del quotidiano La Stampa dedicato alla crescita economica, con un originale punto di vista sull'impatto che essa può avere sul fronte della felicità personale, e una dichiarazione di Zamagni nella quale si sostiene che la felicità nasce anche dalla condivisione.
Lo svolgimento. Da studenti.it
Ci prova con un’indagine molto suggestiva Zygmunt Bauman nel nuovo libro da poco uscito in Italia, Consumo, dunque sono. L’economia di mercato – sostiene il sociologo – prospera perché il consumismo è entrato nei nostri desideri. Ci ha indotti a desiderare esattamente quel che è necessario affinché questo sistema funzioni. Il capitalismo morirebbe di sovrapproduzione senza il ricambio continuo di merci. «Ogni volta che il denaro passa di mano alcuni beni di consumo sono inviati alla discarica». In una società di consumatori la “ricerca della felicità” sposta l’attenzione «dal fare le cose, o appropriarsene, o accumularle, al disfarsene».
I consumatori della società consumistica, dice Bauman, devono seguire le curiose abitudini degli abitanti di Leonia, una delle città invisibili di Calvino. Quella città, tutti i giorni, rifaceva se stessa. «Ogni mattina – parole di Calvino – la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi». Però «sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti di Leonia d’ieri aspettano il carro dello spazzaturaio», tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d’imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana.
«Più che dalle cose di ogni giorno che vengono fabbricate vendute comprate, l’opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l’espellere, l’allontanare da sé, il mondarsi d’una ricorrente impurità». Le cataste di rifiuti «s’innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto (…). E’ una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne».



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