Melania/ Tracce di sangue nell'auto del marito
Il mistero della morte di Carmela Rea, detta Melania, la mamma di 29 anni scomparsa a Colle San Marco e ritrovata due giorni dopo a 10 chilometri di distanza straziata dalle coltellate, si nasconde dietro tre persone. Almeno secondo i magistrati di Ascoli e Teramo. Le versioni del marito, Salvatore Parolisi, 30 anni, caporal maggiore e istruttore delle donne soldato alla caserma di Ascoli, e di due suoi amici, una guardia carceraria e un operaio, vicini di casa di Melania, in parte lacunose, se non addirittura contraddittorie, non convincono. Per ora però non c'è nessun indagato.
![]() LE IMMAGINI |
TRACCE DI SANGUE NELL'AUTO DEL MARITO- Nell'auto di Parolisi, nel sedile davanti del passeggero, sono state trovate piccole tracce di sangue, che saranno esaminate dai Ris di Roma assieme ai reperti recuperati sul luogo del delitto (il cellulare della donna, la siringa e il laccio emostatico, oltre ai pantaloncini corti e alla maglia che il marito indossava quel giorno). Da chiarire anche una frase che l'uomo ha detto agli inquirenti. Parolisi ha affermato che lui e Melania, una decina di giorni prima della scomparsa, erano stati nel bosco a Ripe di Civitella, dove poi la donna è stata trovata cadavere, e avevano avuto un momento di intimità. Una dichiarazione apparsa come un tentativo di mettere le mani avanti nel caso emergessero nel luogo tracce biologiche riconducibili all'uomo. Non ha invece fornito elementi il colloquio avuto dagli investigatori con una donna soldato in servizio a Verona, che tempo fa ebbe una relazione con Parolisi. Sospetti che l'uomo respinge: «Ho letto tante brutte cose su di me e la mia famiglia - ha detto -. Ma io agli inquirenti ho raccontato tutto, mi hanno rivoltato come un calzino...».
L'AUTOPSIA- La verità è raccolta nelle dieci pagine della relazione consegnata ieri alla Procura di Ascoli Piceno dal professor Adriano Tagliabracci, il medico legale che ha effettuato l'esame autoptico sul cadavere della donna. "È un primo rapporto sommario che necessita di ulteriori approfondimenti" sottolineano gli investigatori. La relazione però permette di delineare con più sicurezza la dinamica dell'omicidio. Sotto le unghie di Melania il perito ha scoperto terriccio e aghi di pino che saranno ora esaminati nei laboratori dei carabinieri del Ris di Roma.
È un dato che rivela che la donna probabilmente è morta per dissanguamento e non immediatamente dopo l'aggressione. E soprattutto che le sue mani hanno artigliato il terreno in un'ultima, dolorosa contrazione. La presenza di aghi e di terriccio scuro quindi confermerebbero definitivamente che Melania Rea è stata uccisa accanto al chiosco della pineta di Ripe di Civitella, lo stesso posto dove una decina di giorni prima si era appartata con il marito, Salvatore Parolisi. Secondo gli investigatori il suo assassino ha avuto anche la possibilità di lavare il sangue di cui certamente si era macchiato. A pochi metri dal chiosco c'è infatti una fontana che è ora sotto l'esame degli specialisti delle investigazioni scientifiche.
"MELANIA E' ANDATA IN BAGNO"- Salvatore Parolisi, il marito di Carmela-Melania Rea, ha ripercorso i momenti successivi alla scomparsa della moglie sul Colle San Marco, quel 18 aprile. Dapprima il caporalmaggiore ha pensato ad uno scherzo: "Non è che mi sta facendo qualche giochino, così una cosa simpatica?", ha pensato Salvatore. Poi, vedendo che il tempo passava, ha provato a chiamarla, ma senza spaventarsi e continuando a giocare con la figlioletta.
"Ho pensato pure - ha raccontato Salvatore Parolisi - non è che magari mi sta osservando, a volte è capitato pure che anche al mare, lei, andando in bagno, nel ritornare si nascondeva per vedere io cosa facessi, se ero geloso, magari, che ne so se mi giravo per vedere dove era, oppure io risalivo, qualche volta mi ha fatto anche risalire".
Poi ha deciso di chiamare la moglie al telefono cellulare verso le 15:10-15:20, circa un'ora dopo che la compagna si era allontanata in direzione della toilette del ristorante "Il cacciatore", che dal pianoro dove la coppia si trovava con la bambina dista circa 20 minuti. "Lì per lì - ha spiegato Salvatore - non è che sia partito preoccupato, non sono andato nel panico, ho continuato a giocare con la bambina", considerato il tempo di percorrenza necessario per andare e tornare dal ristorante. E anche dopo, quando Melania non rispondeva, l'ha aspettata lì, ha riprovato a chiamarla, pensando anche a uno scherzo.
L'uomo ha ripercorso tutti gli spostamenti di quel giorno, le visite mediche fatte in mattinata da Melania e dalla piccola Vittoria (con lui che aveva preso un giorno di permesso in caserma per accompagnarle), gli acquisti in vista della Pasqua, il pranzo in casa, la decisione di salire a San Marco. Parolisi ha detto anche di conoscere il boschetto di Ripe di Civitella, dove Melania è stata trovata morta il 20 aprile per averci fatto un addestramento militare, con le tende montate per la notte.
GLI ALTRI SOSPETTATI- Il militare esclude che l'assassino possa nascondersi nel suo ambiente di lavoro, "la mia seconda famiglia". Poi parla di una delle tre persone sui cui si concentrano i sospetti degli inquirenti: "il dirimpettaio del mio amico Raffaele, che ogni volta che Melania usciva fuori, anche solo a stendere la biancheria, la fissava, ma non era una cosa eclatante, comunque ne ho già riferito agli inquirenti". L'alibi della guardia carceraria appare fragile e il suo comportamento durante le ricerche ha suscitato sospetti. Anche l'altro vicino di casa, operaio, non è stato in grado di fornire convincenti spiegazioni sui suoi movimenti nelle ore in cui è scomparsa Melania: è lui l'uomo che alla festa di Carnevale del paese fu visto accarezzare le gambe della donna.
FORSE UN OMICIDIO DI GRUPPO - Potrebbero essere state più persone, forse anche una donna, a uccidere Carmela. "Al momento seguiamo tutte le ipotesi, quelle credibili e anche quelle incredibili, ma le seguiamo con pari forza per eliminare poco a poco quelle meno probabili e andare a fare una scrematura, fino a concentrarci sull'assassino o sugli assassini: perchè al momento non sappiamo nè il numero nè il sesso", ha detto all'ADNKRONOS il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, colonnello Alessandro Patrizio, parlando delle indagini sull'omicidio. Tutto il materiale repertato, dalle tracce di sangue trovate sulla base di legno dello chalet a Ripe di Civitella, alle macchie trovate nell'auto del marito della donna che, come ha aggiunto il colonnello Patrizio, "sono molto leggere e potrebbero anche non essere di sangue", è stato consegnato ai carabinieri del Ris di Roma per analisi. Sotto la lente degli esperti gli indumenti del marito di Melania, come veniva chiamata la donna, e gli altri reperti trovati sul luogo del delitto, il cellulare della vittima, la siringa e il laccio emostatico. "Dalla prossima settimana dovremmo avere già qualche risultato, i primi esiti, anche se per completare tutte le analisi ci vorrà anche un mese", ha aggiunto. Le persone su cui ricade maggiore attenzione al momento sono un agente di polizia penitenziaria, amico di Parolisi, e un vicino di casa della coppia, un operaio di Folignano che sarebbe stato visto fare delle avances alla donna. Non si può escludere nessuna ipotesi, come ad esempio non possiamo escludere, sottolinea il colonnello Patrizio, che "le macchie verosimilmente di sangue trovate sulla base di legno dello chalet siano di un cervo".
L'AMICA DI MELANIA: COPPIA FANTASTICA- "Una coppia fantastica". Così Sonia, l'amica di Carmela-Melania Rea, ha definito il rapporto fra la donna e il marito. Sonia è l'amica che ha chiamato Melania al cellulare, il 18 aprile alle 14.40, ma non ha avuto risposta forse perché la donna era già scomparsa. Sonia ha affermato che l'amica non ha mai avuto in testa nessun altro uomo e ha sottolineato che "era innamoratissima del marito. A volte, le dicevo mi fate venire il diabete perché fra di loro erano sempre baci e coccole, erano sempre, sempre affettuosi".



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















