G8/Toro indagato per corruzione
Corruzione e favoreggiamento sono i due nuovi reati che la Procura di Perugia contesta all'ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, nell'ambito dell'inchiesta sui lavori del G8 alla Maddalena che lo vede gia' indagato per rivelazione del segreto d'ufficio.
I pm perugini competenti a procedere, Sergio Sottani, Alessia Tavarnese con il procuratore aggiunto Federico Centrone, a capo dell'ufficio come facente funzioni, si starebbero concentrando in queste ore proprio sulla posizione del magistrato romano e nei prossimi giorni altre persone potrebbero essere ascoltate. Secondo gli investigatori, sarebbero il procuratore Toro e il figlio Camillo le fonti dell'avvocato Edgardo Azzopardi che, a nome degli altri indagati, nell'estate del 2009 cerca di capire se ci sono indagini in corso su di loro, "attivita' - si legge nell'ordinanza di custodia - resa ancora piu' capillare e frenetica dopo la notizia riportata da 'La Repubblica' su indagini della procura di Firenze".
Dalle intercettazioni emerge che Azzopardi "e' in contatto con un figlio e un padre", individuati appunto in Camillo e Achille Toro. Si attende intanto la decisione del gip di Perugia sul rinnovo della misura cautelare nei confronti di Angelo Balducci, Diego Anemone, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola, gia' in carcere su decisione del gip di Firenze. Il giudice del capoluogo umbro, che dovra' pronunciarsi entro la fine di febbraio, e' chiamato anche a decidere sulla competenza territoriale della procura perugina sull'inchiesta del G8 della Maddalena.



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