Torino/ Convento rapinato nel Canavese. I frati vengono presi a bastonate

Venerdì, 29 agosto 2008 - 10:12:00

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Continuano le indagini sulla rapina nel convento di San Colombano Belmonte in provincia di Torino, in cui tre uomini incappucciati hanno preso a bastonate quattro frati. Durante il sopralluogo i Ris hanno ritrovato alcuni bigliettini attaccati su uno scorrimano dietro il santuario, con su scritte, in grafia poso leggibile, frasi che accusano i religiosi feriti di essere dei pedofili. 

INDAGINI- Il ritrovamento dei post-it, attaccati dopo l'aggressione, non ha però convinto gli inquirenti per i quali si tratta probabilmente di un atto di sciacallaggio e non di una rivendicazione. La pista privilegiata resta quindi quella della rapina, anche se al momento non si escludono altre ipotesi, prima tra tutte quella di un vero e proprio raid punitivo contro i religiosi.



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A dare credito all'ipotesi di una spedizione contro i frati c'è anche l'arcivescovo e cardinale di Torino Severino Poletto: "Quello che colpisce è che i malviventi non hanno chiesto nulla, ma hanno cominciato a picchiarli in testa con dei bastoni presi nella falegnameria del convento. E' vero che sono andati nelle celle a rovistare, ma l`aggressione è avvenuta alle persone è questo che ci fa riflettere". 



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L'IPOTESI-  Ma tra i sospetti ci sarebbe anche la storia di un gruppo di balordi locali che gestiscono un giro di ragazze e cocaina per festini a luci rosse con imprenditori, commercianti e professionisti della zona. Una di queste ragazze, la più bella, la più richiesta dai clienti, si sarebbe rivolta ai frati, in particolare a Sergio Baldin (ricoverato in stato comatoso all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino, le sue condizioni sono stazionarie), per uscire dal giro. Baldin avrebbe iniziato con lei un percorso spirituale per aiutarla a cambiare vita. Da qui la vendetta della banda, desiderosa di dare una lezione a quei religiosi che ostacolavano il loro business. Frate Sergio, il più giovane del convento, di recente aveva compiuto un viaggio in Albania per riaccompagnare una ragazza, forse proprio quella ragazza che avrebbe fatto scatenare la vendetta. Al suo rientro era già stato minacciato da un uomo.

 LE VITTIME-  Intanto si sono aggravate le condizioni di Emmanuele Battagliotti di 81 anni. Il frate è stato trasferito nel reparto di rianimazione del San Giovanni Bosco, dove è ricoverato anche Sergio Baldin, 49 anni, in coma da ieri e adesso in condizioni stabili. Le altre due vittime, le cui condizioni risultano meno gravi, saranno ascoltate nei prossimi giorni dal procuratore, per poter così chiarire se si è trattato di una rapina, oppure di un raid punitivo.

LA VICENDA- I tre rapinatori incappucciati hanno prima preso a bastonate brutalmente i quattro frati. Uno dei feriti è stato ricoverato in prognosi riservata al San Giovanni Bosco di Torino, in coma.



Il convento si trova in Borgata Trucchi. La banda si era introdotta per un furto che si è trasformato in una violenta rapina. I tre hanno aggredito, legato e imbavagliato con il nastro adesivo i quattro frati minori. Tre religiosi, di 76, 81 e 86 anni, sono stati ricoverati con un trauma cranico commotivo con una prognosi di 30 giorni. Più gravi le condizioni di padre Sergio Baldin, 49 anni, frate guardiano a San Colombano Belmonte.

Anche lui è stato picchiato a bastonate, selvaggiamente ed ora è ricoverato, in coma, nel reparto di rianimazione. Oltre al trauma cranico, che ha richiesto un intervento chirurgico, ha inalato del cibo che ha compromesso le vie respiratorie. Gli investigatori confermano l'ipotesi dell'assalto a scopo di rapina in quando, dai primi rilievi, risulta che siano stati portati via dei soldi.

LE BOTTE-  "Li hanno legati e imbavagliati e poi si sono accaniti su di loro con una violenza inaudita". E' drammatico il resoconto che padre Gabriele Trivellin, responsabile provinciale dei francescani minori, fa dell'aggressione. "Una violenza selvaggia e gratuita perché non hanno opposto alcuna resistenza. Ho parlato con i miei confratelli ricoverati all'ospedale di Courgnè e sono sconvolti". "Stavano cenando - prosegue il provinciale - quando sono stati sorpresi in refettorio da questi sconosciuti, che li hanno legati e imbavagliati. Poi le botte: calci, pugni e bastonate ovunque. Tutto per pochi spiccioli dei loro portafogli. "Sono esterrefatto - conclude padre Gabriele - è una violenza che non trova nessuna giustificazione

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