Terremoto/ Un'edicola fra le macerie: "Si ricomincia"
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"Non mi sono mai arreso e riaprendo l'attività, anche se di gente che compera i giornali capisco che adesso non ce ne sia tanta, per dare un senso di solidarieta' a chi e' rimasto. Noi abruzzesi abbiamo una grande dignita', un grande coraggio". Gignano per fortuna non conta vittime, ma il centro del piccolo borgo mostra tutti i segni della devastazione.
"Questa e' stata un'apocalisse. Ce l'ha presente? - chiede al cronista - Bene, stavolta e' andata oltre l'immaginazione". Si ferma a comprare un quotidiano Michele, un piccolo imprenditore: la sua casa a Gignano ha subito qualche danno, mentre a Roio (paesino duramente colpito dal sisma), i danni che conta alla costruzione che stava alzando sono maggiori. "Non possiamo fermarci, dobbiamo ripartire subito. Ormai il terremoto c'e' stato, le scosse proseguono, ma noi non dobbiamo fermarci".
L'edicola, la piccola edicola di Gianfranco diventa all'improvviso il centro di ritrovo della gente del posto: e' un continuo abbracciarsi, scambiarsi notizie, pacche sulle spalle ed espressioni del viso risolute. "Si ricomincia", per l'appunto come l'edicolante dice e ha scritto anche sul cartello che ha affisso, un cartello sbrindellato ma dal significato intenso.



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