Terremoto/ Aiuti in Abruzzo, spunta la tassa sui redditi più alti
Il governo potrebbe accogliere una proposta dell'opposizione per reperire soldi a favore delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo. Spunta infatti anche l'idea di un contributo dai contribuenti super-ricchi per raccogliere i fondi necessari alla ricostruzione post-terremoto.
DECRETO LEGGE - Secondo quanto si apprende, tra le valutazioni tecniche avviate in vista della messa a punto del decreto legge con gli interventi per la raccolta delle risorse, si starebbe valutando anche la possibile introduzione di un prelievo aggiuntivo - un "contributo obbligatorio" - per i contribuenti ad alto reddito. In particolare, la maggiorazione potrebbe scattare per chi supera la soglia dei 130.000-140.000 euro di reddito annuo. Non è chiaro ancora se si tratterà di un addizionale Irpef e se il provvedimento sarà permanente o prenderà la forma di un una-tantum.
MARONI-
MUTUI - Ma è stata la giornata di importanti decisioni sul fronte economico, come lo stop al pagamento delle rate dei mutui e del credito al consumo. Nessuna commissione su bonifici, pagamenti e operazioni Bancomat. Sono le decisioni adottate dalla commissione regionale dell'Abi Abruzzo e dagli istituti di credito presenti sul territorio a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Il pagamento dei mutui sarà sospeso per tutto il 2009. Le banche, inoltre, non applicheranno nessuna commissione sui bonifici fatti in tutta Italia a titolo di donazione.
CINQUE PER MILLE - Intanto, fa discutere l'ipotesi lanciata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, di destinare il 5 per mille alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto: l'idea non piace alle associazioni del volontariato. Marco Granelli, presidente del Csvnet (Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato) spiega che un provvedimento del genere rappresenta «una guerra tra poveri» e penalizzerebbe le organizzazioni non profit che, tra l'altro, stanno partecipando ai soccorsi nelle zone colpite dal sisma. «Lo Stato ha fissato un tetto al cinque per mille di 380 milioni di euro - afferma. - Se questo tetto si conferma, vuol dire che Tremonti non allarga gli interventi ma toglie i soldi ad attività di assistenza svolte dal non profit. Si tratta di fabbisogni che comunque continuano a essere presenti, mi riferisco ai disabili, ai tossicodipendenti, all'assistenza domiciliare per gli anziani e così via». Diverso sarebbe, a suo avviso, se invece il ministro intendesse ampliare il tetto e di conseguenza gli interventi. «Ci teniamo agli abruzzesi, al dramma che li ha colpiti, e lo dimostra la nostra partecipazione nei soccorsi - tiene a dire Granelli - ma se vogliamo fare di più per loro, vanno destinate risorse aggiuntive, non pescare nel fondo già destinato per altre emergenze sociali. Su questo - conclude - ossia sull' ampliamento degli interventi, c'è la nostra totale disponibilità a ragionare».



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