Terremoto/ Scatti di solidarietà . Ma non bisogna improvvisarsi volontari
È straordinario e commovente lo scatto di solidarietà che sta avendo il paese verso gli sfortunati abruzzesi colpiti dal terremoto. Subito dopo il sisma centinaia di volontari si sono offerti per dare una mano: in tantissimi si sono lanciati per dare sostegno, per cercare i dispersi o soccorrere i feriti. Chi lo ha fatto a mani nude, chi si è attrezzato come ha potuto. Insomma, una cosa bella, di quelle che fanno sentire l'orgoglio di essere italiani.
C'è però un rischio, e cioè che tanta generosità si trasformi nei fatti, suo malgrado, nell'opposto dell'aiuto. In assenza di organizzazione, senza un coordinamento, affidandosi all'improvvisazione, c'è il pericolo che i tanti volontari che si sono messi all'opera diventino un intralcio anziché un supporto. Bisogna evitare in tutti i modi che uno slancio di solidarietà così bello produca più caos di quello che già c'è, trasformando i soccorsi in un ulteriore fattore dell'emergenza, in un elemento di disturbo anziché di aiuto.
La generosità senza efficienza diventa disordine incontrollato. Evitiamolo. Sarebbe una tragedia nella tragedia se gli aiuti si trasformassero nel loro contrario.



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