Teramo, nasce malata ma i medici non se ne accorgono. L'Asl deve pagare danni per un milione
E' nata prematura e i medici non si sono accorti che fosse tetraplegica. Per saperlo i genitori hanno dovuto portarla in Germania. A distanza di sette anni dalla denuncia dei familiari la Asl di Teramo è stata condannata dal giudice a pagare un risarcimento danni di un milione e 244mila euro per danno biologico. 
Ma la storia della bambina teramana che oggi ha 13 anni non è ancora finita: l'azienda sanitaria, racconta il quotidiano Il Centro, ha chiesto la sospensiva e per questo un'altra udienza si terrà a settembre. Per ora restano le parole chiari del giudice Giampiero Fiore del tribunale di Teramo che nella sua sentenza ha scritto: "La condotta dei medici, in occasione del parto e nei giorni seguenti, è stata caratterizzata da una evidente e grave violazione dei doveri di diligenza, che vanno ben al di là della colpa lieve". Il consulente del magistrato ha accertato un rapporto causale tra la nascita prematura e la patologia. E non solo. Secondo il perito la mamma avrebbe dovuto essere trasportata in un ospedale provvisto di una terapia intensiva neonatale che a Teramo non c'è. Così, però, non è avvenuto.
CHE COSA E' ACCADUTO - Il 24 luglio del 1998 la mamma viene ricoverata all'ospedale di Teramo all'ottavo mese di gravidanza. Il 26 luglio la portano d'urgenza in sala parto. Nasce la piccola che viene dimessa il 31 agosto senza che le vengano diagnosticati disturbi o patologie che richiedano particolari cure. In una successiva visita di controllo i medici evidenziano un "ipertono degli arti inferiori da valutare nel tempo", ma nessuno informa di questo i familiari. La piccola ha difficoltà nel muoversi e i genitori notano che non gattona. Così nel giugno del 1999 la portano in una clinica pediatrica di Freiberg, in Germania. Qui i medici le diagnosticano un "disturbo della coordinazione centrale (accentuato nella parte superiore del corpo) dovuto alla nascita prematura con una patologia dell'apparato motorio, con una sindrome spastica e con un notevole ritardo nell'attività motoria".
LA DENUNCIA - Nel 2003 i genitori, assistiti dagli avvocati Gennaro Lettieri e Renzo Di Sabatino, si rivolgono al giudice che affida subito una perizia. I consulenti nella relazione scrivono "l'equipe medica ostetrica e pediatrica dell'ospedale ha errato per imprudenza e forse per imperizia". Oggi la bambina si muove pochissimo e deve essere assistita 24 ore su 24.



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