Telefonino in auto? E' come ubriacarsi
“Spegni il cellulare, accendi la prudenza”. Perché usare il telefonino mentre si guida l’auto “è in pratica come guidare ubriachi”. In vista degli esodi estivi verso le vacanze si presenta con questi slogan la campagna nazionale “Vacanze coi fiocchi”, promossa dal Centro Antartide di Bologna per la sicurezza stradale e giunta alla decima edizione. L’obiettivo specifico di quest’anno è contrastare un problema relativamente recente, come l’uso massiccio del cellulare alla guida, attraverso una campagna informativa che culminerà nella distribuzione, da parte di testimonial scelti tra rappresentanti delle istituzioni e vip, nei caselli autostradali e nelle piazze delle città italiane, di un libretto tascabile di 50 pagine sui rischi che si corrono al volante. Parlare al cellulare mentre si guida, infatti, distrae il conducente allungando i suoi tempi di percezione e reazione, e altera lo stato psico-fisico e la corretta valutazione delle distanze di sicurezza.
“L’uso del telefonino – afferma Franco Taggi dell’Istituto superiore di sanità, tra i maggiori esperti di sicurezza stradale in Italia – compromette l’attenzione alla strada e determina un rischio di provocare un incidente grave o mortale pari a quello che corre un conducente con alcolemia di 1 grammo/litro, il doppio del limite legale. In pratica è come guidare ubriachi”. Tante le città italiane coinvolte nella campagna: da Trieste a Catanzaro, passando per Roma, Napoli, Firenze, Palermo, Venezia e Bologna, dove sabato 25 luglio, in occasione del più grande esodo estivo, alcuni rappresentanti della Provincia e del Comune saranno presenti al casello autostradale, uno degli snodi cruciali della rete viaria del nostro Paese, insieme al comico Vito per distribuire il libretto e augurare buon viaggio a chi si mette in auto per le mete vacanziere del Belpaese e dell’Europa. Il libretto consiste in 50 pagine di messaggi di testimonial reali e immaginari, da Diabolik ad attori e personaggi dello spettacolo, con vignette disegnate da celebri matite come Vauro, Bucchi, Giuliano, Giannelli, Maramotti, Pillinini, testi scientifici e letterari.
“C’è una sottovalutazione del pericolo da parte delle persone – dice Giampiero Mucciaccio, presidente del Centro Antartide – e c’è anche una grande tolleranza da parte delle forze dell’ordine per chi viene beccato alla guida col cellulare. Non bastano le leggi per incidere sui comportamenti, lo dimostrano i risultati straordinari che abbiamo ottenuto negli anni con la nostra campagna ‘Dai un passaggio alla sicurezza’: serve un movimento culturale per cambiare lo status quo”. A Bologna, ad esempio, dall’entrata in vigore della patente a punti, i morti e feriti sulle strade sono diminuiti sensibilmente, in numero inversamente proporzionale alle persone che indossano abitualmente la cintura di sicurezza, passate dal 30 al 90% in pochi anni.
Ma nuovi pericoli incombono e questo risultato, seppur eccezionale, non può bastare: “Il cellulare è un problema nuovo – continua Mucciaccio – abbiamo calcolato che l’anno scorso, a Bologna, in media una persona su 25 parlava abitualmente al cellulare mentre guidava. Occorre riflettere e tenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica su questa abitudine disastrosa”. La campagna è promossa dal Centro Antartide in collaborazione con l’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna. Principale testimonial di quest’anno, il famoso conduttore televisivo Piero Angela, che con uno spot televisivo ha inaugurato l’iniziativa.



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