Tarantini/ La segretaria: le foto strane erano soldi. "I 500mila € a Tarantini? Inopportuni"
| Tarantini/ Svelati i nomi dei vip (ECCOLI). Trema la "Bari bene". Indagata la Began Tarantini/ Berlusconi: non scappo dai pm. Ho aiutato una famiglia in miseria LE INTERCETTAZIONI Soldi, escort, "hot line" Tarantini-Berlusconi: tutte le intercettazioni ------------------ L'ANALISI Paese depresso, ma non "di merda". Di Giovanni M. Ruggiero --------------- ECCO IL MEMORIALE INTEGRALE DI GIANPAOLO TARANTINI (Pdf) ------------------ LE CARTE |
"Ghedini propose al presidente di accertare tramite me che sono difensore di Tarantini se tale somma fosse già stata versata a Tarantini, e ciò perchè se per caso non l'avesse ancora ricevuta si poteva bloccare l'operazione". A dichiararlo è l'avvocato Giorgio Perroni, ex legale dell'imprenditore pugliese, ascoltato dai pm di Napoli e di Lecce come testimone il 9 settembre scorso, dopo aver preso visione del decreto del gip di Napoli che ha rimosso il segreto professionale. Di gran parte della somma di 500mila euro elargiti dal premier a Tarantini, secondo gli inquirenti, si sarebbe impossessato il direttore dell'Avanti Valter Lavitola. «Il presidente - dice Perroni - accettò la proposta di Ghedini e dunque mi chiese di chiedere a Tarantini se avesse ricevuto i 500mila euro. Io così feci e Tarantini mi rispose di no; io di tanto informai Ghedini». Alla domanda dei pm sul perchè Perroni e Ghedini considerassero inopportuna l'elargizione di denaro a Tarantini, il penalista risponde: «Basta vedere quello che è successo: non ci è dubbio che tale dazione poteva essere equivoCa. Il presidente però in quella occasione era assolutamente tranquillo, dal momento che lui disse che si trattava di un semplice aiuto economico che aveva ritenuto di corrispondere ad una persona in difficoltà senza chiedere nulla in cambio».

Sabina Began
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LA SEGRETARIA MARINELLA E LE STRANE FOTO- Nei verbali anche le affermazioni della segretaria del presidente del Consiglio, Marinella Brambilla, rese nell'interrogatorio in qualità di teste davanti ai pm di Napoli nelle quali spiega che il premier Berlusconi si mostrò «infastidito e piccato» dalle richieste di denaro avanzate da Valter Lavitola. I magistrati le chiedono se, quando fu autorizzata da Berlusconi a prelevare i soldi dalla cassa destinati ai coniugi Tarantini tramite Lavitola, il Cavaliere fosse «piccato, indifferente, soddisfatto o infastidito». La Brambilla risponde: «Ricordo che era sicuramente infastidito e piccato. Disse qualcosa tipo: "Ma è un rompiscatole..." o qualcosa del genere». Poi Marinella spiega che Lavitola le parlò di foto «in modo sibillino», lei riferì la circostanza al presidente del Consiglio che "capì subito" e le disse di prelevare 10mila euro dalla sua cassaforte privata.
"Vi scagiono tutti": con questa frase Silvio Berlusconi avrebbe rassicurato Valter Lavitola al telefono lo scorso 24 agosto. E' quanto emerge dai nuovi atti sul caso Tarantini depositati dai pm napoletani che indagano sulla presunta estorsione al premier. Nella documentazione - che fara' parte del materiale a disposizione delle parti in occasione dell'udienza davanti al Tribunale del Riesame chiesta dai legali di Tarantini per la revoca della misura cautelare - c'e' anche l'intercettazione di una telefonata del 24 agosto tra il presidente del Consiglio e Valter Lavitola anticipata da un servizio la scorsa settimana da L'Espresso. "Senta dottore, io mo' sono fuori..."; "e resta li'...vediamo un po'". E' questo il passaggio della telefonata di quel giorno avvenuta alle 21.

Barbara Montereale
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COSE CHE NON ESISTONO- In un altro passaggio Berlusconi rassicura Lavitola e, a proposito dell'indagine sulla presunta estorsione di cui aveva dato notizia Panorama, dice: "Sono cose che non esistono, e su cui vi scagionero' tutti". Intanto oggi Berlusconi parlando con alcuni deputati del Pdl al termine del voto di fiducia sulla manovra, sarebbe tornato sulla vicenda Tarantini ribadendo di non aver commesso alcun reato. Secondo quanto riferito da alcuni dei presenti, il premier avrebbe spiegato ancora una volta di essersi limitato ad aiutare una famiglia che si trovava in un momento di forte bisogno, in un momento di difficolta', come del resto - avrebbe osservato Berlusconi - ho fatto e continuero' a fare quando ce n'e' bisogno: sono un generoso, faccio beneficenza. Anche nel caso della vicenda Tarantini mi sono limitato a fare beneficenza, senza commettere alcun reato.
Altro aspetto di stretta attualità è quello relativo alla data in cui i magistrati potranno ascoltare il premier come parte lesa nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta estorsione a suo danno. Sono in corso contatti tra i legali del premier e la procura per definire l'appuntamento: "La decisione e' correlata anche ai comportamenti della procura di Napoli", ha fatto sapere il legale di Berlusconi, Niccolo' Ghedini, dopo aver incontrato in serata il premier nelle stanze del governo alla Camera. Quanto all'ipotesi che il ministero della Giustizia invii degli ispettori alla procura di Napoli, Nitto Palma ha detto ai giornalisti in Transatlantico: "E per quale ragione?". Sul fronte politico, mentre il capogruppo Idv alla Camera Donadi sostiene che "Berlusconi parla come un capobanda" piu' che come premier, il ministro della Difesa Ignazio La Russa replica che Berlusconi "non si e' mai rifiutato" di andare dai giudici e ridimensiona le polemiche legate al mancato faccia a faccia con i magistrati. "E' un problema contingente - spiega il ministro - Berlusconi non ha mai dichiarato di volersi sottrarre".
ECCO LA TELEFONATA INTEGRALE LAVITOLA-BERLUSCONI - La telefonata trascritta e depositata dai pm napoletani tra il premier Silvio Berlusconi e l'editore de "l'Avanti" Valer Lavitola e' del 24 agosto 2011; a chiamare e' Lavitola quando sono le ore 21. L'oggetto della conversazione e' l'articolo di "Panorama" che rivela l'inchiesta sulla presunta estorsione ai danni del premier, i cui contenuti vengono resi noti proprio il 24 agosto, anche se il settimanale e' in edicola il giorno successivo. Berlusconi: "Si, pronto" Lavitola: "Dottore, senta, sto in Bulgaria, sto a Sofia, con telefono di qua, se intercettano pure questi che c... ne so" B: "Hai visto che avevo ragione io..dimmi" L: "Si', purtroppo si', non lo so...dico io...ho visto la sua dichiarazione che lei ha aiutato questo ragazzo e cosi' come..." B: "Non facevo riferimento tuttavia alle cose che ho successivamente letto...che non esistono... quindi non sono" L: "E..." B: "Sono tutte cose che non esistono e su cui io scagionero' naturalmente tutti" L: "E' per questo che voglio di'...quello tutto...questo e' un parto di pura fantasia perche' oltretutto" B: "Si' io non so quali sono le vostre affermazioni tra di voi che non conosco" L: "Ma..." B: "Ecco beh" L: "Ma non credo che ci sia nessun tipo di affermazione" B: "Ecco, comunque, insomma, io non...quando posso aiuto, quando non posso non aiuto e quando aiuto sono contento di poter aiutare...tutto qui" L: "Senza ombra di dubbio...senta, vabbe', io sono fuori a sto punto" B: "E resta li' e vediamo un po'" L: "Dopodiche' proviamo a trovare un modo per contattarci" B: "Va bene" L: "Cerchiamo di non abbandonare questo qua" B: "Certamente, certamente e d'accordo" L: "Un bacione dottore" B: "Bene buone vacanze" L: "Pure a lei".
INTERVIENE IL MINISTRO PALMA - Sulla base della nuova interpellanza presentata dal Pdl il ministro della Giustizia Nitto Palma ha chiesto nuove notizie alla procura di Napoli onde poter rispondere ai parlamentari della maggioranza. Stando a quanto si apprende, sulla richiesta di inviare gli ispettori il Guardasigilli non ha preso alcuna decisione in quanto il suo primo compito e' quello di dare una risposta in sede parlamentare all'interpellanza del Pdl.
GHEDINI INTERROGATO DA PM NAPOLI - Intanto l'avvocato di Silvio Berlusconi e parlamentare del Pdl Nicolò Ghedini è stato interrogato per tre ore a Roma dai pm della Procura di Napoli che indagano sul presunto ricatto ai danni del presidente del Consiglio. Ghedini è stato ascoltato in qualità di persona informata dei fatti dai sostituti Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry Jhon Woodcock. Il parlamentare-avvocato è stato sentito dai magistrati con l'obiettivo di approfondire la circostanza - riferita anche da Tarantini nell'interrogatorio di garanzia - secondo cui Ghedini sarebbe stato a conoscenza dei soldi che Berlusconi elargiva a Gianpi tramite Lavitola.
"La persona in assoluto più vicina al presidente del Consiglio - ha messo a verbale Tarantini - è l'onorevole Ghedini. Quindi credo che quando Berlusconi faccia determinati conti o cose, Ghedini sappia". "Supposizioni" le ha definite Ghedini nei giorni scorsi, ribadendolo - secondo quanto si è appreso - anche oggi ai magistrati. "Non mi sono mai occupato della contabilità personale del presidente Berlusconi" ha detto ancora il legale sottolineando che, in ogni caso "è fisiologico che un avvocato penalista possa essere avvisato dal proprio cliente di una richiesta estorsiva. Così non è stato. Ma anche se tale notizia mi fosse stata comunicata, nulla di illecito o di deontologicamente scorretto potrebbe prospettarsi".

Foto Chi
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4 GIORNI A DISPOSIZIONE - I magistrati hanno fissato un calendario di quattro giorni all'interno del quale è possibile stabilire il nuovo appuntamento: giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 o domenica 18 settembre, dalle ore 8 alle ore 20. E se Berlusconi non si rendesse disponibile? L'atto di citazione contiene la formula solita che si adopera per le convocazioni dei testi, ovvero l'avvertimento che in caso di inosservanza all'invito sarà disposto l'accompagnamento coatto. Con l'aggiunta di un riferimento all'articolo 68 della Costituzione relativo alle immunità dei parlamentari: in altre parole, essendo valutato l'accompagnamento coatto come un intervento invasivo, limitativo della libertà, e riguardando in questo caso un esponente della Camera, sarebbe l'aula di Montecitorio a dover acconsentire o meno alla presentazione «forzata» di Berlusconi davanti ai pm.
INVITO A COMPARIRE - "Quella dell'accompagnamento coatto è un'ipotesi prevista dal codice per tutti i testimoni; i deputati, ovviamente, hanno le loro garanzie, cioè questa eventualità deve essere autorizzata dalla Camera di appartenenza", ha infatti spiegato Lepore. "A Berlusconi - ha aggiunto - abbiamo inviato un atto di citazione a comparire come persona informata dei fatti. Abbiamo indicato le date per un altro incontro. Se anche in questo caso non dovesse essere disponibile o gli forniremo ulteriori date, o valuteremo in quel momento". La citazione è stata notificata stamattina nella residenza di Arcore, e non a palazzo Chigi: la scelta è stata operata in considerazione del fatto che Berlusconi nella vicenda è coinvolto, quale parte lesa, in forma privata e non nella qualità di presidente del Consiglio. I magistrati nell'atto sottolineano una circostanza che a loro avviso rende necessario l'interrogatorio: la deposizione è rilevante in quanto si tratta di un procedimento con persone detenute. Il riferimento è a Gianpiero Tarantini e alla moglie Angela Devenuto, il primo in carcere a Poggioreale, la seconda ai domiciliari a Roma. L'avvertenza al premier lascia intendere che la testimonianza avrà un peso significativo anche sulle decisioni che la procura prenderà nei prossimi giorni sia riguardo a Tarantini sia alla moglie.
Tutte le donne del Presidente/1
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IL MEMORIALE NON BASTA - Il memoriale era il modo scelto dal presidente del Consiglio e consegnato alla procura a Napoli per evitare il colloqui con i magistrati per il caso dell'estorsione - per cui sono indagati Tarantini e Lavitola - in cui il premier figura come parte lesa). Sarà consegnato da uno degli avvocati di Berlusconi, Michele Cerabona, al procuratore capo Giandomenico Lepore. Ma i magistrati non si arrendono. L'incontro con il premier, per loro, è solo rinviato. I legali di Berlusconi, a quanto si è appreso, intendono evitare con la presentazione di questa memoria l’interrogatorio in qualità di parte offesa del premier. “Leggeremo la nota e faremo le nostre valutazioni”, ha commentato il procuratore Lepore.
Gli inquirenti riterrebbero comunque importante la testimonianza diretta di Berlusconi, in quanto, a loro parere, in un procedimento per estorsione va ascoltata in ogni caso la vittima del presunto reato.
Al centro i soldi, tanti, 800mila euro, dati dal premier a Tarantini, attraverso Lavitola, che ne ha tenuti per sè un bel po'. Soldi che Berlusconi ha definito aiuto ad un amico in difficoltà e che per la Procura di Napoli, invece, sono il prezzo per la strategia processuale del patteggiamento che Tarantini, ad avviso degli inquirenti napoletani, avrebbe dovuto adottare nel processo barese sulle escort (in questo caso, infatti, il procedimento sarebbe finito in archivio, insieme a tutte le trascrizioni delle intercettazioni ritenute imbarazzanti per Berlusconi).



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