Tarantini/ Berlusconi sapeva che erano escort. Il premier: "Sabotatori contro di me"
Silvio Berlusconi era consapevole che le ragazze portate nelle sue residenze da Giampaolo Tarantini erano delle escort. Questa, in sintesi, la convinzione dei giudici del Riesame di Napoli, che hanno disposto la scarcerazione dell'imprenditore pugliese e la trasmissione degli atti a Bari, ma soprattutto hanno ritenuto la sussistenza del reato di istigazione a mentire commesso dal premier nei confronti di Tarantini.
La norma persegue "lo scopo di contrastare gli inconvenienti derivanti da un possibile uso strumentale ed insidioso della facolta' di tacere e perfino di mentire davanti all'Autorita' giudiziaria", spiegano i giudici. Sempre secondo i giudici del Riesame, anche la causale delle somme di denaro versate da Silvio Berlusconi a Gianpaolo Tarantini è smentita dai fatti. "Aldilà dell'evidente sproporzione tra l'entità della protezione offerta da Silvio Berlusconi a Tarantini - scrivono i giudici - le stesse modalità di versamento delle ulteriori utilità a Tarantini e alla sua famiglia risultano del tutto inconciliabili". Nella motivazione con la quale hanno rimesso in libertà Giampaolo Tarantini, i giudici sottolineano che il compito di Tarantini sarebbe stato quello di proteggere il premier da eventuali danni d'immagine derivanti dallo scandalo escort: "La condotta processuale fin dall'origine assunta da Tarantini - si legge - era volta a tenere il piu' possibile indenne il Presidente del Consiglio dai danni alla sua immagine pubblica che sarebbero derivati dalla divulgazione dei risvolti piu' sconvenienti del processo sullo scandalo delle escort.
Tarantini, dunque, è stato indotto dalla promessa da parte del premier di farsi carico" della sua situazione economica. Tuttavia la Procura della Repubblica di Napoli non formulerà alcuna ipotesi di reato nei confronti del premier Silvio Berlusconi, perche' non competente: gli atti dell'inchiesta sulle escort saranno trasmessi a Roma, quelli riguardanti l'istigazione a dire il falso ai magistrati di Bari.
E' quanto ha spiegato il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, incontrando i giornalisti all'indomani della decisione del Tribunale del riesame di trasferire gli atti dell'indagine a Bari. "A Napoli - ha spiegato Lepore - dell'inchiesta resterà poco o niente. La vicenda legata al trasferimento di sede aveva una sua ragion d'essere perche' c'e' molta incertezza sul luogo in cui e' iniziato il reato".

Le donne del Presidente
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LA LETTERA DI BERLUSCONI - Oggi "governare l'Italia in mezzo alla crisi mondiale è particolarmente difficile, mentre ci sono molti ambienti, giudiziari, politici e giornalistici, che lavorano per distruggere, calunniare, sabotare invece che per costruire nel comune interesse della nostra Italia". Silvio Berlusconi prende carta e penna. E scrive a Pierino Gelmini, l'ex sacerdote fondatore della Comunità incontro di Amelia. In realtà è un messaggio di auguri per il 32simo anniversario dell'apertura della casa madre di Molino Silla.
Nella lettera, resa nota alla comunità, il premier di non poter essere alla festa, anche se avrebbe "davvero bisogno di essere con voi, di sentire da vicino il vostro entusiasmo e il vostro sostegno". Dopo avere ricordato le difficoltà della fase politica attuale, Berlusconi sottolinea: "voi siete molto diversi da tutto questo". Anzi, "siete l'esempio di come si possa lavorare per il bene, anche in mezzo alle difficoltà e qualche volta alle persecuzioni, di come l'impegno costante, unito alla fede in Dio, possa fare veri e propri miracoli. E tutto questo attraverso una responsabilizzazione che ha reso gli ospiti della comunità davvero protagonisti di un lavoro comune. Ecco, è proprio questo richiamo allo spirito di responsabilità individuale, al grande valore e alle infinite potenzialità di ogni persona, che considero fondamentale, e che mi fa sentire molto vicino a voi per cultura e convinzioni profonde. Una vicinanza - conclude Berlusconi - che resterà intatta anche per il futuro".


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