Stupro a Roma, la confessione: "Volevamo rapinarli, poi..."
Presi i due romeni ritenuti responsabili dello stupro della ragazzina 14enne al parco della Caffarella, a Roma. I due sono stati fermati in nottata dalla polizia. Il primo è stato riconosciuto mentre si trovava in questura, con altri sette connazionali convocati perché sospettati dello stupro. L'altro è stato catturato a Livorno. Il primo giovane, un 20enne, avrebbe già confessato accusando il secondo, un 36enne, di complicità.
I due romeni fermati sono stati individuati anche grazie alla collaborazione della polizia romena e del commissariato romano di Primavalle. Poco prima dell'alba la polizia è arrivata anche al complice che era riuscito a fuggire dalla Capitale.
"Non so perché, non so come è successo, volevamo solo rapinarli, poi improvvisamente tutto è cambiato". Questo uno dei passi della confessione del 20enne.
Tra l'altro uno dei due potrebbe essere coinvolto anche nella violenza sessuale avvenuta a Roma, nel quartiere Primavalle ai danni di una donna di 40 anni. La conferma non arriva ufficialmente ma secondo alcune indiscrezioni sarebbe "forte" il sospetto della polizia nel coinvolgimento di uno dei due fermati, il più giovane, in entrambe i casi di violenza.
"Importantissima è stata la collaborazione dei due fidanzatini. Due ragazzi straordinari, con un coraggio e una grinta eccezionale". Così il capo della mobile, Vittorio Rizzi, ha descritto le due vittime dello stupro nel parco della Caffarella. "Ho parlato con i genitori - aggiunge Rizzi - che ci hanno ringraziato. L'indagine è stata frutto della collaborazione di tante risorse. In primo luogo dei ragazzi che ci hanno dato una mano fondamentale, della polizia rumena e della capacità degli agenti della squadra mobile che ha fatto il lavoro del poliziotto di una volta basato sulla conoscenza del territorio e affinamento dell'identikit fornito dalle vittime".
LA CONFESSIONE- Ha confessato davanti al Pm Vincenzo Barba Alexandru Isztoika Loyos, il 20enne rumeno fermato alle 4 perchá ritenuto uno dei responsabili dello stupro della Caffarella. Durante la confessione ha fornito indicazioni che sono state utili per rintracciare e fermare a Livorno il suo complice Karol Racz di 36 anni.



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